martedì 6 Dicembre 2022

La guerra dei contadini dopo la ritirata dei tedeschi sul fiume Po: dove finirono i rottami dei Tiger e gli elmetti dei Fallschirmjäger – Conflict archaeology del recupero

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La secca del fiume Po, con il recupero del semicingolato tedesco a Sermide (Mantova), mostra quanto lavoro l’archeologia del conflitti (conflict archaeology) possa ancora fare sul territorio. Il Museo della Seconda Guerra Mondiale del fiume Po a Felonica possiede un’impressionante raccolta di quegli esempi di riutilizzo di residuati bellici di cui abbondano, per esempio, i territori toccati dalla Grande Guerra nel Nord Italia. In alcune zone, come tra Lombardia ed Emilia, dove i tedeschi in ritirata abbandonarono molti mezzi e materiale, anche il secondo conflitto ha rappresentato una fonte, a volte molto creativa, per il riutilizzo dei metalli.

LA FANTASIA DEI CONTADINI DEL MANTOVANO NEL RECUPERO DEI RESIDUATI BELLICI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE:

In primo luogo gli elmetti, spesso usati come bracieri per gli scaldaletto (all’interno dei “preti”, o delle “monache”, a seconda dei dialetti). Con l’aggiunta di un manico di legno assolvevano egregiamente alla funzione. Nel museo, però, il folklore si unisce alla tragedia, come l’esempio dell’elmetto di un paracadutista 16enne (un Fallschirmjäger), che fu sepolto in zona. Quel ragazzo, poi traslato nel cimitero per i Caduti tedeschi negli anni ’50, aveva una storia, per lui purtroppo breve, che si perpetuò in quella che si definisce come “biografia di un oggetto”, di uso comune, nel cuore di una famiglia contadina

Le ruote di recupero dei cingoli dei carri armati o dei semicingolati ebbero sorti simili: per i carri agricoli, con quelche modifica, oppure come volano di una mola da arrotino. In questo caso la trasformazione per scopi civili di rottami bellici fu molto intensa. La mola in questione, ora al museo, è costruita con parti di giberne, un contenitore della maschera antigas della Wehrmacht e l’imbottitura di un elmetto da paracadutista. la necessità e la povertà degli anni del dopoguerra stimolava l’ingegno del riciclaggio, della trsaformazione e del riutilizzo, quando le mere quantità di metallo rimanessero in zona e non fossero invece utilizzate per i resti dell’industria che stentava a ripartire

A volte il riutilizzo sembra avere un significato simbolico, se non beffardo. La botola di un capocarro dello schwere Panzerabteilung 504, l’ultimo reparto tedesco ad abbandonare i carri armati Tiger sulle rive del Po, fu utilizzata come copertura di una fossa biologica. Fine ingloriosa, certo, ma sicuramente molto utile per i contadini del Mantovano.

LA COMMOZIONE PER IL “PILOTI RITROVATI” DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

I SEGRETI DEL SEMICINGOLATO TEDESCO RECUPERATO DAL FIUME PO IN SECCA:

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