giovedì 27 Gennaio 2022

In “diretta” dagli scavi archeologici di Urbisaglia (Urbs Salvia), Marche. Le 4.000 cassette da studiare per ricostruire le pitture parietali – VIDEO REPORTAGE

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Gli scavi archeologici di Urbs Salvia (Urbisaglia, Macerata), sono giunti al ventisettesimo anno. L’università di Macerata ha formato sull’area della colonia romana della Regio V (Piceno) generazioni di studenti e anche la campagna 2021 è densa di importati informazioni archeologiche. Si tratta essenzialmente di due aree di scavo, la prima nei pressi del Foro, la seconda a Villa Magna, una località collinare a pochi chilometri dal centro urbano, che vede indagata una grande villa, in particolare concentrandosi sulla pars rustica, di grandi dimensioni, e soprattutto con un’impressionante continuità di occupazione nei secoli del controllo di Roma.

L’ultima campagna, diretta come da tempo dal professor Roberto Perna, mira alla comprensione delle fasi che precedettero la colonia, sempre in epoca romana. Una frequentazione dell’area mai interrotta proprio per l’estrema importanza economica, la vitale produzione agricola, della regione. Nel frattempo lo studio dei materiali continua con una particolarità, quella delle pitture parietali. Urbs Salvia, infatti, ha restituito una ricca decorazione a fresco soprattutto nell’area del Tempio-Criptoportico, dedicato al culto augusteo. Il porticato disposto ad “U” ha conservato una notevole porzione delle pareti del piano inferiore, affrescate a fasce in terzo stile pompeiano. Prevale in questo caso  il soggetto dei trofei militari. Il secondo piano, crollato probabilmente su se stesso per un terremoto, ha invece conservato decine di migliaia di frammenti. Gli scavi hanno portato finora alla conservazone degli stessi in 4.000 cassette, destinate ad aumentare. Una delle sfide è ricostruire parte di questa decorazione pittorica, almeno per comprenderne lo sviluppo e i soggetti. Gli ultimi risultati portano al riconoscimento di scene egittizzanti, chiaro riferimento alle vittorie di Augusto .

Le indagini dell’università di Macerata, che s’inseriscono nello splendido parco archeologico di Urbisaglia, che comprende anche l’anfiteatro, con una splendida corona alberata, e il teatro, sono il risultato di una lunga, e in Italia per nulla scontata, collaborazione tra enti: oltre al Dipartimento di Studi Umanistici dell’ateneo, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, il comune di Urbisaglia  e la Fondazione Giustiniani Bandini.

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