giovedì 8 Dicembre 2022

Apre l’11 giugno il Museo archeologico nazionale della Valle Camonica

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Non è la prima cosa che ti viene in mente, la Valle Camonica romana, la cui notorietà archeologica è affidata alle celebri incisioni rupestri patrimonio Unesco. Eppure il nuovo museo archeologico nazionale della Valle Camonica, che aprirà l’11 giugno, rende giustizia alle testimonianze materiali di un territorio che visse una particolare osmosi di culture nel momento in cui venne in contatto e fu incorporato dalla potenza romana.

Il nuovo museo è a Civitas Camunnorum, ossia Cividate Camuno. Emanuela Daffra, direttrice regionale Musei Lombardia del Ministero della Cultura ricorda come “Il nuovo museo, fortemente voluto da Stefano L’Occaso che mi ha preceduto, si estende su spazi quadruplicati rispetto alla vecchia sede e potrà accogliere in modo finalmente adeguato i reperti già esposti a partire dal 1981 in un primo Museo Archeologico, oggi troppo angusto, oltre che dare spazio ad un patrimonio in continua crescita, confermando la ricchezza vitale della ricerca archeologica e il dinamismo dei musei che la raccontano.” La curatrice scientifica del progetto è Serena Solano, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia, direttore dei Parchi della Valle Camonica romana.

Apre il museo archeologico di Cividate Camuno

Quando Camuni e Romani vengono in contatto è una delle più attive popolazioni del mondo alpino che incontra la principale potenza del Mediterraneo in espansione. E la Val Camonica diventa una cartina di tornasole di quello che poi gli studiosi chiameranno “processo di romanizzazione”. Tutto si trasforma, lo sfruttamento del territorio, i culti, il modo di vivere. Ma il processo avviene nel lungo tempo, e i ritrovamenti archeologici, presenti al museo e sul territorio stesso, lo dimostrano, a cominciare da quello che è possibile vedere al parco archeologico del teatro e dell’anfiteatro di Vividate Camuno, segni inequivocabili del dominio Roma e dell’importanza che Roma riservava a quest’area.

Il museo è suddiviso in otto sezioni : ” una ricca collezione epigrafica, importanti elementi architettonici e scultorei e ricchi corredi funerari dalle necropoli, con pendenti e amuleti anche in oro e argento, non solo preziosi ma anche carichi di valenze simboliche.
Dalla modestia quotidiana all’enfasi monumentale il museo raccoglie oggetti d’eccezione: la porta carbonizzata in legno risalente al II-I secolo a.C., ritrovata a Pescarzo di Capo di Ponte, una delle meglio conservate per il periodo di tutto l’arco alpino, la statua della dea Minerva dal santuario di Breno, in marmo greco, e un pregevole ritratto maschile in nudità eroica dall’area del foro di Cividate Camuno in marmo locale di Vezza d’Oglio.
A rimarcare il legame tra museo e storia del luogo una piccola area archeologica, di recente valorizzata cortile interno dell’edificio, offre uno sguardo sulla città antica” (dal comunicato di presentazione, 27 aprile 2021).
Si promette la valorizzazione del territorio, a cominciare dal Parco Archeologico del Santuario di Minerva a Spinera di Breno.

Spinera di Breno Parco Archeologico del Santuario di Minerva: aula centrale di culto

Il museo è nato per iniziativa del comune di Cividate Camuno, della Direzione Regionale Musei Lombardia, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia e il contributo di Regione Lombardia e della Comunità Montana di Valle Camonica.

ECCO IL VIDEO DEL NUOVO MUSEO NAZIONALE CAMUNO E AREA ARCHEOLOGICA:

Roma alla frontiera delle Alpi. Il nuovo museo archeologico di Cividate Camuno e il suo anfiteatro – VIDEO

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