venerdì 14 Maggio 2021

Villa romana di Negrar, Valpolicella: la diretta delle nuove scoperte – Con i video-reportage

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La villa romana di Negrar (Verona) conosce una nuova stagione di scavi, con nuovi mosaici riportati alla luce. È uno scavo particolare quello tra le vigne della Valpolicella, tra profumi di amarone. Perchè da un lato è uno scavo di un’area molto vasta, dove le scoperte archeologiche vanno ad arricchire il patrimonio di conoscenze. Dall’altro lato è uno scavo nello scavo, una sorta di archeologia dell’archeologia. Le prime notizie di ritrovamenti fortuiti sono del 1887. Poi la villa viene scavata seriamente nel 1922, non tutta, dall’archeologa Tina Campanile, la prima donna ad essere stata ammessa alla Scuola Italiana di Atene. Purtroppo la tendenza dell’epoca era quella di strappare le parti più interessanti dei mosaici per portarli altrove. In questo caso l’attenzione si concentrò sugli emblemata, le parti centrali figurative (putti con il cocchio e figure umane), visibili al Museo archeologico al Teatro Romano di Verona, ma probabilmente un secolo fa non furono trattati benissimo, perchè risultano molto più danneggiati rispetto alla documentazione fotografica dell’epoca. Dopo alcuni saggi di scavo nella seconda metà del ‘900, con il 2020 si erano finalmente rindividuati i mosaici interrati. Impresa difficile, tra i filari di viti, perchè la documentazione del 1922 disponibile mancava di un piccolo dettaglio: non diceva dove fosse la villa reinterrata. Mancava insomma la geolocalizzazione.

Un dettaglio di un mosaico della villa romana di Negrar (ph. Cimarosti)

Ed ora, nel 2021, uno scavo in piena regola, non più solo qualche trincea, ma una indagine ad ampio raggio per comprendere la planimetria della villa romana, che è conosciuta solo in modo parziale. Infatti, già dai primi giorni, sono emersi importanti lacerti di mosaici che non erano stati documentati in precedenza, di fatto sconosciuti. E quando si arriverà alla stratigrafia integra, si potranno comprere ulteriori indagini sulla cronologia e sullo sviluppo nei secoli di un’area che, già dai toponimi, dice molto: Villa e le Cortesele/Corteselle (le piccole corti).

I PROGRESSI DELLO SCAVO BEN VISIBILI DALLE IMMAGINI DAL DRONE

DOPO PRIMA SETTIMANA:

Villa Romana di Negrar, scavo al 15 marzo 2021 (ph.Cimarosti)

DOPO 20 GIORNI:

Mosaici di Negrar
Villa Romana di Negrar, scavo al 24 marzo 2021 (ph. Cimarosti)

GUARDA VIDEO-REPORTAGE (PRIMA PARTE):

Lo scavo è in capo alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Verona, con un suo funzionario archeologo, Gianni de Zuccato, come direttore scientifico. La parte tecnica è coordinata da Alberto Manicardi della SAP – Società archeologica Padana.
Dallo scavo si cercano in particolare notizie della la pars dominica, quella signorile della villa, con la sua splendida decorazione musiva, ma anche sulle pertinenze rurali, romane (pars rustica) e medievali, che già stanno emergendo. I mosaici sono a più colori, con le tessere bianche, rosse, rosa, arancio, viola, gialle, con intricati motivi geometrici, i “nodi di Salomone” e i “nodi a otto capi”, in ottagoni e rombi alternati. Inutile dire che gli splendidi marmi del territorio veronese sono il materiale principe.

LE  SCOPERTE DEI PRIMI GIORNI DI SCAVO

Dopo venti giorni di scavo nella stagione 2021 la villa romana di Negrar inizia a suggerire le prime risposte archeologiche e a regalare le prime sorprese. Le riprese dal drone non lasciano dubbi. Il colpo d’occhio dei mosaici della villa immersa tra le vigne della Valpolicella, alle Corteselle, racconta della magnificenza della parte “padronale” e, soprattutto, il ritrovamento di alcuni gradini, di una base di colonna e di nuovi lacerti musivi sconosciuti nello scavo di un secolo prima, iniziano a delineare meglio quello che dovrebbe essere il peristilio, lo sviluppo irregolare dell’edificio rispetto a quanto ci si sarebbe aspettati dai rilievi novecenteschi e altri elementi utili per valutare con ancor maggior dettaglio la cronologia.

GUARDA VIDEO-REPORTAGE (SECONDA PARTE):

Il lavori nel frattempo proseguiranno in zone non scavate, o scavate parzialmente in precedenza. Il 24 marzo è stato il giorno della presentazione alla stampa, con intervento del ministro della cultura Dario Franceschini, del soprintendente Vincenzo Tinè (province di Verona, Rovigo e Vicenza) e le grandi speranze della giunta di Negrar di Valpolicella, con in testa il sindaco Roberto Grison. La scommessa è non slegare il ritrovamento archeologico dal terrirorio, non interrare la villa e renderla sicura e inserita in un sistema turistico-culturale di grande pregio, un parco archeologico, senza dimenticare le eccellenze del territorio. Va ricordato – perchè è un atto di benemerenza – che i proprietari del terreno (l’azienda vinicola Benedetti la Villa e la famiglia Franchini) – sono stati determinanti per rendere possibile lo scavo. A differenza di molti ritengono l’area archeologica un grande valore per il territorio, a scapito della perdita di alcuni filari di viti. Si chiama marketing territoriale, e quando si sposa con l’interesse pubblco, ben venga.

la villa romana delle Corteselle di Negrar
I colori delle tessere dei mosaici alla villa romana di Negrar (A.Cimarosti)

BIBLIOGRAFIA

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Le zone archeologiche del Veneto. Elenco e delimitazione ai sensi delle leggi1giugno1939, n.1089 e 8 agosto 1985 n.431, 1987, scheda 23 052 02, p.130.Carta archeologica del Veneto II, n. 190, 1990, p. 75.

M. DE FRANCESCHINI, Le ville romane della X Regio Venetia et Histria, Roma 1998M.S. BUSANA, Architetture rurali nella Venetia romana, Roma 2002.

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LA TERZA PUNTATA:

Le tombe dei bambini alla villa romana di Negrar. Tra le nuove scoperte anche gli ambienti termali – VIDEO-REPORTAGE (parte terza)

 

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