mercoledì 8 Febbraio 2023

Tesoro di Como: ecco come saranno mostrate al pubblico le monete tardo imperiali romane e i gioielli

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Ecco quindi come sarà visibile il Tesoro di Como. Chi spera di trovarsi di fronte a tutte le 1000 monete d’oro romane rinvenute, assieme a gioielli e lingottini, nello scavo del 2018 all’ex teatro Cressoni, rimarrà forse deluso. Nella città lariana la musealizzazione, passateci il termine tecnico, di uno dei più interessanti tesori monetali della tarda antichità trovati in Italia non si baserà sulla mera quantità e sull’oggettivo valore dei solidi imperiali individuati dagli archeologi. La scelta infatti è qualitativa, limitata ad una cinquantina di monete, oltre agli oggetti d’oreficeria e, naturalmente, all’ormai famoso contenitore in pietra ollare che li conservava.

Certo, dal punto di vista della promozione un conto è avere a disposizione il termine “1000 monete”, un conto è “una selezione ragionata di 50”. Ma questi saranno al massimo problemi di chi poi dovrà fare marketing del territorio, noi stessi abbiamo sempre sottolineato che il vero tesoro del Tesoro di Como sia il contesto e la possibilità di studiarlo aprendo nuovi scenari sulla situazione politica, economica e finanziaria dell’Italia settentrionale nell’ultimo scorcio dell’impero romano (ArchaeoReporter aveva infatti messo i risultati dello studio tra le 10 notizie più interessanti per l’archeologia nel 2022 QUI IL LINK). Immaginiamo che anche la questione sicurezza abbia avuto un peso nello scegliere un’esposizione più contenuta numericamente.

UNO DEI VIDEO DI ARCHAEOREPORTER SUL TESORO DI COMO:

Il Tesoro sarà quindi messo in mostra all’ex Chiesa delle Orfanelle, in un’esposizione permanente che si svilupperà soprattutto in senso longitudinale. L’idea è quella, del tutto corretta dal punto di vista metodologico, di far letteralmente percepire lo scavo stratigrafico, “sfogliando” i reperti fino ad arrivare all’atteso cuore della sala, ossia il tesoro stesso. Un allestimento che al comune di Como dovrebbe costare circa mezzo milione di euro, affidato allo Studio Origoni e Steiner Architetti Associati, con l’ovvio benestare della Soprintendenza.

Tesoro di Como Museo
Dal progetto per la musealizzazione del Tesoro di Como

Lo scopo quindi è di non far risaltare l’oro come gemma isolata della sala museale, ma di inserirlo nel contesto più complesso che vede la successione di reperti da “sfogliare” come le pagine di un libro, con la suddivisione tra le fasi più antiche, la prima età imperiale, l’impero nei secoli centrali, la lunga fase tardo romana e alto medievale fino alle vicende del monastero di Sant’Anna.

Non mancheranno ovviamente gli strumenti multimediali (pare molti), sia di natura didattico-esplicativa che di impatto più estetico-spettacolare, anche se non sembra questa la stella polare di chi ha progettato l’allestimento, che si prevede di aprire per il dicembre 2023.

QUI LO SPECIALE SUL TESORO DI COMO:

Tesoro romano di Como, mille solidi d’oro che gettano luce sulla fine dell’impero – Lo speciale e tutti i video

 

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