domenica 27 Novembre 2022

Scoperte archeologiche a San Casciano, l’eccezionale possibilità di toccare l’anima religiosa di Etruschi e Romani. Oltre la storia dell’arte antica e i “bronzi di Riace”

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Le nuove scoperte archeologiche a San Casciano dei Bagni (Siena) non sono del tutto una sorpresa, ma sono eccezionali per il numero di reperti, e soprattutto, per la possibilità di ricostruire il contesto di un santuario dalla lunga vita (dal III secolo a.C. al V d.C.) , naturalmente legato alle propietà taumaturgiche delle acque termali.

“La più importante scoperta dai bronzi di Riace”, fa notare il direttore generale dei musei del ministero della Cultura Massimo Osanna. Dichiarazione che ha, nella valutazione soggettiva, senz’altro un senso. Non bisogna però male interpretare le parole di Osanna, che cita i celeberrimi bronzi, perché si tratterebbe di un confronto tra sculture che non renderebbe giustizia allo scavo a San Casciano: non c’è dubbio che il deposito votivo, con le sue opere, sia assolutamente unico, immensamente importante, e che sarà una miniera di informazioni su artisti, botteghe, influenze. Ma chi forzasse l’accostamento in questa direzione lo farebbe con l’idea dell’archeologia solo come recupero di oggetti per la storia dell’arte antica.

San Casciano. Molto più di storia dell’arte antica

Il sito archeologico di San Casciano è molto, molto di più, e il team del professor Jacopo Tabolli (Università per stranieri di Siena) che ci sta lavorando lo dimostra molto bene. Non si tratta dell’abusato concetto della “capsula del tempo”, qui siamo oltre. Gli archeologi possono entrare, forse come mai prima, nel profondo dell’anima religiosa degli esseri umani in un lungo periodo, tra Etruschi e Roma. Possono letteralmente sentirli, attraverso la forza dei riti, mai toccati così da vicino. Possono quasi catalogare paure, speranze, dolore, fede, in un santuario votato alla guarigione. Si può sentire il respiro degli antichi non attraverso la poesia, ma grazie a un approccio scientifico multidisciplinare, tra archeobotanici, epigrafisti, esperti di ogni settore, tra cui ovviamente anche gli storici dell’arte antica.

Le sculture appena ritrovate tra il fango del deposito votivo a San Casciano dei Bagni (Siena)

Quello che ci preme qui sottolineare, e non è semplice di fronte a tanta indiscutibile bellezza, è che il sito del Bagno Grande di San Casciano di fatto va molto più in là della storia dell’arte, ma permette di riannodare i fili con il passato. In questo caso la parola magica è “contesto” (come cerca di sottolineare ad ogni respiro lo stesso Tabolli), tutto può essere messo in relazione, non si tratta solo di oggetti da valorizzare nella vetrina di un museo. Qui la connessione tra fango, acqua, opere d’arte e un numero impressionante di reperti può permetterci di unire molti puntini e di ottenere, alla fine, un disegno di grande fedeltà su cosa si sia vissuto a San Casciano per molti secoli.

Un’occasione per comunicare l’archeologia oltre i capolavori

Quindi bene, benissimo, il clamore mediatico, del resto attentamente e comprensibilmente preparato dallo stesso team di ricerca a colpi di esclusive e di coinvolgimento, sacrosanto, delle istituzioni. Che, grazie ad Osanna, si sono già ben spese per la futura musealizzazione, in un palazzo cinquecentesco già acquisito a San Casciano. Ovvio che il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano (immaginiamo il rammarico di Franceschini) sia in prima fila con le sue parole d’ordine (identità, stratificazione di civiltà, ricchezza del patrimonio italiano…), e ci mancherebbe altro. San Casciano è tuttavia molto di più, i ricercatori ne sono profondamente coscienti, sanno cosa hanno in mano e a cosa stanno lavorando da anni. È un’occasione unica di comunicazione dell’archeologia (a proposito, piacerebbe anche a noi farci un salto se ci invitano), può essere addirittura un punto di svolta per far percepire l’importanza “olistica”, passateci la moda per una volta, del metodo archeologico in tutti i contesti, con o senza bronzi. Con questi splendidi bronzi, ovviamente, tanto di guadagnato.

IL VIDEO DEL MINISTERO DELLA CULTURA

La comunicazione del Ministero della Cultura, qui il link

L’ALTRO GRANDE SCAVO ARCHEOLOGICO IN CORSO IN TOSCANA:

Anfiteatro di Volterra, a che punto siamo? Le ultime scoperte archeologiche 2022 – Con VIDEO

 

 

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