venerdì 9 Dicembre 2022

Gennaro Sangiuliano è il nuovo ministro della Cultura, finisce ufficialmente l’era-Franceschini

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Gennaro Sangiuliano è il nuovo ministro della Cultura. Chissà se anche lui cambierà di nuovo il nome al Ministero della Cultura/Beni Culturali e simili con un ritorno al passato o con uno strappo di reni verso il futuro. L’idea di dover cambiare di nuovo l’estensione delle mail atterrirebbe chiunque.

Il successore di Franceschini quindi arriva in uno dei dicasteri con portafoglio più prestigiosi, difficili e discussi, da sempre. Sangiuliano è un napoletano sessantenne, che fino ad oggi dirigeva il TG2, l’ex Tg “laico” portato molto a destra negli ultimi anni. D’altronde Sangiuliano è tenacemente di destra, si vede e lo dichiara il suo stesso curriculum, dal Fronte della Gioventù all’Msi, poi comunque attorno alla Casa delle Libertà. Partito dalle tv locali campane, dopo un po’ era a dirigere il Roma, quotidiano di antica fondazione, molte chiusure e ripartenze, diffusione limitata ma certamente nella sfera delle destre all’epoca. Poi varie collaborazioni nella carta stampata, una vicedirezione di Libero, passando anche a una del TG1 (era Minzolini), poi, dal 2018, alla guida del tg di Rai2. Un sacco di docenze di giornalismo sparse e una notevole quantità di libri pubblicati da Mondadori, in particolare molti ricordano la sua biografia di Putin.

Alla Cultura arriva quindi con una formazione giornalistica soprattutto di desk (tranne un periodo da inviato) e con studi in giurisprudenza. Era sempre stato un nome “papabile” tra la rosa che girava sulla formazione del governo di Giorgia Meloni, anche se molti pensavano al meno “allineato e coperto” Giordano Bruno Guerri. Arriva dopo la lunghissima e caratterizzante presenza di Franceschini, con premesse molto diverse. Non conosce la macchina complicata del ministero ma, da quel che si evince dalla sua carriera, è uno che mira al sodo. Solo il tempo dirà se troverà una “quadra” con i dirigenti e con il personale del dicastero. Perchè senza averne una buona percentuale dalla sua parte qualsiasi iniziativa partirebbe con l’handicap. Come sarà l’archeologia della nuova era Sangiuliano? Per ora è un contesto tutto da scavare, cercheremo di capirlo nei prossimi mesi.

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