domenica 4 Dicembre 2022

Le tombe di una comunità perduta: scoperte archeologiche ai margini della laguna di Venezia – Lo scavo alle Antiche Mura di Jesolo

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Jesolo, in località Antiche Mura, l’Università Ca’ Foscari di Venezia cerca di ridare l’identità a una comunità perdutasi nella storia. Sono gli abitanti di Equilo, il nome che aveva l’abitato che sorgeva dall’alto medioevo dove ora c’è la stessa Jesolo, ma non coincidente con l’attuale città turistica.

Bisogna andare quindi a Le Antiche Mura, dove si riconoscono ancora i resti della chiesa romanica, anzi della cattedrale, di Santa Maria Assunta. Che erano ben visibili ancora nei primi del ‘900, e che comunque sono l’unico edificio che presenta chiare tracce d’alzato fuori terra. Ma c’è molto di più, la città antica può raccontare ancora molto.

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Sotto i campi, invece, l’antica città, che da anni viene indagata dal professor Sauro Gelichi e dai suoi team, sempre più avanzati anche dal punto di vista scientifico: si studiano i luoghi, il paleoambiente, grazie all’archeologia dei paesaggi si ricostruisce il volto sempre cangiante della Laguna di Venezia. Qui, ad esempio, si è scoperto che dove ci sono gli arativi c’era un’isola, che poi, con il tempo, tra velme e barene, iniziò a suddividersi in un arcipelago di isolette divise da canali.

Lo scavo di Ca’ Foscari delle tombe degli abitanti di Equilus (Jesolo)

Esattamente come Venezia, ma senza avere, di Venezia, lo stesso destino. Tante sono le dinamiche, a volte solo il caso, che favoriscono un luogo rispetto ad un altro, pur molto simile. Qui pare che il graduale insabbiamento dell’area ne abbia anche deciso il destino. Proprio mentre, sempre di più, era l’isola di Rialto – analoga dal punto di vista morfologico e ambientale –  ad accentrare popolazione e risorse. Chi abitava qui, ad Equilo? Certo, tracce delle più ricche famiglie, poi diventate veneziane, ci sono nei documenti. Ma la comunità si è persa. Finchè, con le ultime campagne di scavo, si è lavorato al grande cimitero nell’area detta del “monastero di San Mauro”. Fuori da una chiesa altomedievale si estendeva il cimitero. Circa 150 tombe, forse di più, che testimoniano la demografia, e, grazie alle analisi dei resti ossei, l’alimentazione, le malattie, i lavori usuranti, la terribile mortalità infantile (molti bambini tra neonati e sotto i cinque anni erano lí sepolti). Insomma, iniziamo ad avvicinarci a questa comunità scomparsa, a conoscerne, se non i nomi, alcuni aspetti della vita di chi ne faceva parte.

Un lavoro che durerà anni, che comprende anche la genetica, per ricostruire legami tra gli individui. Si potrà tracciare, attraverso i resti materiali ma soprattutto la bio-archeologia, una porzione significativa di questa comunità che definiamo scomparsa, ma forse solo assorbita, nella complessa storia dei centri della laguna mentre Venezia diventava, ma ancora non era, la Venezia che conosciamo oggi.

Nota bibliografica:

Gelichi, S., Cadamuro, S. e Cianciosi, A. (2018). In Liminae-Storie di una comunità ai margini della laguna. Firenze: All’Insegna del Giglio.

Note sullo scavo:

Diretto da Sauro Gelichi, professore di archeologia medievale all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Concessione ministeriale di scavo e ricerca Prot. n° DG-ABAP | 01/08/2022 | DECRETO 1000
Scavo in collaborazione con Comune di Jesolo, Università degli Studi di Padova, Harvard University, University of Umea, Poliambulatorio Caorlese, Poli-Medica Srl
Attività finanziata dal Comune di Jesolo

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