domenica 4 Dicembre 2022

Svante Pääbo, premio Nobel per la Medicina: 5 motivi per cui paleogenetica e archeologia gli devono molto. Il ruolo della Grotta di Fumane

In Evidenza

di Marco Peresani*

Dalla Grotta di Fumane (Verona), il nostro “sito-faro” per la ricerca sull’evoluzione umana, abbiamo volentieri “sacrificato” due denti, uno di Neanderthal e uno di Sapiens, sull’altare della paleogenetica e, in particolare, per gli studi di Svante Pääbo. Il mondo dell’archeologia in genere, e di quella preistorica in particolare, non aveva accolto immediamente a braccia aperte il team di lavoro del nuovo premio Nobel per la Medicina. Per gli archeologi, infatti, la distruzione di un reperto è un colpo al cuore. E in questo tipo di studi, ossia la ricerca dei genomi antichi, i reperti vanno effettivamente deteriorati fino alla loro degradazione. Ma il risultato del nostro sacrificio, come quello di altri siti di rilevanza mondiale, ha portato ad alcune scoperte eccezionali, che il Nobel onora meritatamente. Ecco, tra le altre, cinque buone ragioni per applaudire alla scelta dell’ Accademia Svedese:

1. Ci ha svelato l’intero genoma del Dna dei Neanderthal, inizialmente attraverso il DNA mitocondriale, successivamente grazie all’analisi del DNA nucleare, rilevando in tal modo inaspettati flussi genici tra Neanderthal e Sapiens molto prima dei loro incontri in Europa;

2. Ha scoperto una nuova specie umana del Pleistocene, l’Uomo di Denisova nell’Asia centrale, mai identificato prima attraverso resti fossili; non ne sono ancora state svelate le sembianze fisiche, ma iniziamo a comprenderne la cultura e le dinamiche di popolamento;

3. Ha “confortato” il mondo intero sulla nostra unicità sapiens: essa è anche frutto del meticciamento genetico tra le diverse umanità Neanderthal, Denisova e forse altre;

4. Ha contribuito a rilevare le ragioni della nostra forza o debolezza nel contrarre alcune malattie, come il Covid o L’AIDS, attraverso la caratterizzazione della risposta più o meno efficace del nostro sistema immunitario;

5. Ha aperto un campo di applicazioni della paleogenetica dalle potenzialità infinite. Assolutamente impensabile 20 anni fa, quando il meticciamento Neanderthal-Sapiens veniva intuito (e con ragione) solo sulla base delle caratteristiche anatomiche di crani e mandibole dell’inizio del Paleolitico superiore oltre 40 mila anni fa.

IL VIDEO SULLA GROTTA DI FUMANE E SULL’IMPORTANZA DEGLI STUDI CHE RUOTANO ATTORNO A QUESTO SITO:

 

Riportiamo qui di seguito un estratto della motivazione per il premio Nobel per la Medicina: “Svante Pääbo ha realizzato qualcosa di apparentemente impossibile, sequenziando il genoma Neanderthal. La sua ricerca ha dato origine a una disciplina scientifica completamente nuova: la paleogenomica. Le sue scoperte forniscono le basi per esplorare ciò che ci rende unicamente umani” (Nota della Redazione)

*Professore ordinario di Culture del Paleolitico e di Ecologia Preistorica- Università di Ferrara

FORSE PUÒ INTERESSARE ANCHE:

L’alba della creatività umana: apre il nuovo Museo Nazionale Archeologico di Verona, sezione Preistoria e Protostoria. Tra i tesori lo “sciamano di Fumane”

 

Altri articoli

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

News