giovedì 8 Dicembre 2022

Il Crocifisso di Donatello del Santo di Padova a Berlino e Londra. Una “deposizione” e un viaggio senza precedenti per una mostra epocale

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Padova/Berlino Le immagini, potenti, del capolavoro di Donatello che viene “deposto” dalla croce che lo sorregge alla basilica del Santo sono senza dubbio evocative, quasi una testimonianza diretta del culmine dei Vangeli. Il crocifisso bronzeo a febbraio 2022 è stato così spostato, di sera, a basilica chiusa, per non creare pericoli a fedeli e visitatori per via dei necessari ponteggi. Da lì gli uomini di Arteria, la ditta specializzata nei trasporti di opere d’arte, avrebbe spostato quest’opera, e altri due capolavori di donatello, a Firenze, per la grande mostra a Palazzo Strozzi (e al Bargello), e, ancora, ai Musei Statali di Berlino, ad agosto. Perchè con l’apertura al pubblico, il 2 settembre, alla Gemäldegalerie, della  mostra “Donatello – L’inventore del Rinascimento”,  si è arrivati alla seconda tappa. Circa 90 opere che ruotano attorno al genio che rivoluzionò le pratiche artistiche del suo tempo. Si tratta di un progetto espositivo internazionale unico nel suo genere, che ha visto coinvolti nella realizzazione, appunto, il Museo Nazionale del Bargello di Firenze, la Fondazione Palazzo Strozzi, i Musei Nazionali a Berlino e il Victoria & Albert Museum di Londra (fino alla primavera 2023). Tre rassegne monografiche praticamente non replicabili di “sculture e rilievi in marmo, terracotta e bronzo mai esposti insieme prima d’ora che rendono queste mostre delle vere e proprie esperienze ‘uniche nella vita’…”.

IL VIDEO DEL CROCEFISSO DI DONATELLO SPOSTATO DALLA BASILICA DI SANT’ANTONIO con intervista a Neville Rowley

 

Dopo l’attuale tappa di Berlino (fino all’8 gennaio 2023), la mostra sarà allestita a Londra, concludendo un trittico ideale che coinvolge istituzioni con le più importanti raccolte di opere di Donatello, che non sarebbero però complete nel loro sguardo d’insieme se non ci fossero anche tre bronzi fondamentali provenienti dalla Basilica di Sant’Antonio in Padova. Si tratta del Crocifisso dell’Altare maggiore, dell’Imago Pietatis e del Miracolo della Mula.

Il Delegato Pontificio per la Basilica di Sant’Antonio in Padova, l’Arcivescovo Fabio Dal Cin dichiara: “Siamo felici di aver potuto contribuire alla buona riuscita di una mostra che gli addetti ai lavori non esitano a definire ‘storica’. Si tratta in effetti di un’occasione scientifica unica i cui risultati, alla luce del lavoro dei curatori, tra i più grandi esperti mondiali di Donatello, resteranno a lungo come punto di riferimento per gli studi. Siamo inoltre certi che l’avvicinamento di queste opere a un pubblico vasto e qualificato in Italia e in due capitali europee, in un contesto irripetibile, contribuisca alla diffusione del messaggio universale di fede e armonia che l’arte di Donatello fece affermare come modello rinascimentale in tutto il mondo, e che ci accompagna ancora a sei secoli di distanza”.

Inviare opere come la Crocifissione, l’Imago Pietatis e il Miracolo della Mula a Berlino è un gesto di enorme valore simbolico, che naturalmente coincide con le grandi misure di protezione di questi capolavori, sia nel trasporto che nell’esposizione – dichiara Neville Rowley, curatore alla ­ Gemäldegalerie e co-curatore della mostra – Il valore scientifico dell’esposizione è d’altronde garantito da chi l’ha concepita ,ossia Francesco Cagliotti, in collaborazione con Laura Cavazzini, Aldo Galli e il sottoscritto. Abbiamo cercato di gettare un ‘ponte scientifico’ tra mostre diverse e pubblici diversi, per cercare di parlare contemporaneamente a studiosi e a visitatori di provenienze culturali così differenti. Crediamo di esserci riusciti.”

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