martedì 6 Dicembre 2022

L’ara della tredicenne Valeria Laeta, nuova scoperta archeologica a Roma in via Luigi Tosti: dalla necropoli della via Latina

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Nuova scoperta archeologica a Roma, durante i lavori di bonifica idrica in via Luigi Tosti. Si tratta di un edificio funerario con frammenti di sarcofago in marmo decorato, olle-urne cinerarie alle pareti, e sepolture a inumazione. In particolare un’ara dedicata a una giovane, Valeria:Al di sotto dell’attuale piano stradale è emersa un’ara funeraria in marmo bianco perfettamente conservatasu cui si legge una epigrafe dedicata a una ragazza – comunica la Soprintendenza Speciale Per RomaValeria P F Laeta
vixit annis XIII m VII. La scritta, in capitale latina, da uno studio preliminare potrebbe essere sciolta con «Valeria Laeta figlia di P[ublio] visse 13 anni e 7 mesi».
Particolarmente suggestiva anche la scoperta di alcuni frammenti di un sarcofago a lenòs – vale a dire a vasca con gli angoli stondati – in marmo bianco. Uno dei pezzi presenta una decorazione a bassorilievo di pregevole fattura, con una scena di caccia: una leonessa sovrastata a sinistra dal cavallo del cacciatore (di cui si conservano esclusivamente le zampe anteriori), viene braccata sulla destra da un mastino“.

Stiamo parlando di una datazione attorno al II secolo d.C. Per quanto riguarda il colombario, anch’esso rinvenuto un paio di metri sotto il piano stradale è “di piccole dimensioni, 4 metri per 3, probabilmente ipogeo, era realizzato nel banco naturale di tufo e costituito da possenti murature in opera cementizia di 80 centimetri ricoperte da un paramento in mattoni, opus latericium, di ottima fattura. Le pareti erano rivestite di intonaco dipinto di giallo e rosso, a emulare delle lastre marmoree.
L’edificio è stato rinvenuto in crollo e fortemente danneggiato, tanto che non si può escludere possa essere stata demolito meccanicamente durante l’urbanizzazione del quartiere, avvenuta negli anni Trenta del Novecento.”

Gli scavi nell’ambito dei lavori si Acea2 si sono svolti sotto l’attento occhio della Soprintendenza Speciale per Roma diretta da Daniela Porro), direzione scientifica di Angelina Testi (sul campo la società Archeo di Fabio Turchetta)

Le foto sono di Fabio Caricchia

 

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