mercoledì 6 Luglio 2022

Il Museo delle Navi di Fiumicino: i segreti delle imbarcazioni del più grande porto dell’impero romano

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Il Museo delle Navi di Fiumicino valorizza finalmente una delle più interessanti e variegate “flotte”, una flotta molto casuale per la varità, di Roma antica. Si tratta di cinque relitti ben conservati, di età imperiale, che svelano letteralmente i “segreti” costruttivi di tre categorie di imbarcazioni utilizzate da chi operava nel porto della capitale dell’impero, ritrovate proprio nell’antico bacino portuale di Claudio e Traiano, il Portus Ostiensis Augusti, il più grande scalo di tutto il Mediterraneo romano all’apice della sua potenza. in questo caso non si tratta di navi militari, né di grandi imbarcazioni da mare aperto. In primo luogo ci sono ben tre navi caudicarie, ossia grandi barche fluviali in grado di risalire il Tevere dai porti di Ostia fino al cuore stesso di Roma, tirate a forza dalle rive (alaggio). Avevano dei carichi utili importanti di 30, 50 e 70 tonnellate. Non è difficile immaginarsele nelle operazioni di scarico sulle banchine della capitale, con grano, olio, vino, merci di ogni genere per far “funzionare” una città che all’epoca doveva avere attorno al milione di abitanti.

QUI LA VISITA PARTICOLAREGGIATA ALLE NAVI CON IL RESPONSABILE SCIENTIFICO DEL MUSEO:

Di grande interesse è una rarissima barca da pesca, navis vivaria, di piccole dimensioni ma di interessante progettazione. Datata al II secolo d.C, era dotata di un pozzetto centale che, attraverso un sistema di scarichi e di tappi (in pino, ancora al loro posto), garantiva il continuo ricambio d’acqua per il pescato, per mantenerlo vivo e pronto per essere venduto alle famiglie con maggiori possibilità economiche, sempre alla ricerca dell’apprezzato pesce di mare (quello di acque dolce era meno caro e prestigioso).

A noi affascinano le forme marinare del relitto denominato Fiumicino 4: un veliero di piccole dimensioni, adatto alla navigazione di cabotaggio. I suoi circa 10 metri di lunghezza fanno apprezzare l’idrodinamica, la grande qualità costruttiva, gli incastri, quel che resta dell’armamento. Il carico non doveva superare probabilmente le quattro o cinque tonnellate, ma la sua manovrabilità doveva rendere questa tipologia molto comune lungo le coste della Penisola e oltre. Le essenze dei fasciami sono locali, nulla di ricercato, ma la qualità mastri costruttori appare evidente nelle soluzioni tecniche adottate. Si tratta, in effetti, di un cimitero di navi in disarmo, preservato dall’antichità grazie al fondale non più dragato, una delle più importanti scoperte archeologiche nel campo della tecnica navale.

Museo delle Navi di Fiumicino (Roma), a due passi dall’aeroporto internazionale

Una delle caratteristiche del Museo delle Navi di Fiumicino e di essere stato realizzato nel luogo del ritrovamento degli otto relitti individuati, di cui solo questi cinque nelle condizioni di essere esposti con quasi tutto lo scafo, mentre di due sono visibili alcune parti, in particolare le fiancate. Il momento dello scavo archeologico coincise con quello della costruzione – tra gli anni ’50 e ’60 – del grande aeroporto internazionale di Roma, che è visibile a pochi centinaia di metri di distanza. Una “vocazione” della zona ai grandi collegamenti che non conosce soluzione di continuità, dall’antichità ai nostri giorni.

PER VISITARE IL MUSEO

Dall’aeroporto di Fiumicino una navetta porta al Museo, che è a “portata di vista”. Altrimenti in auto è raggiungibile, con un parcheggio gratuito. Qui il link alla pagina del museo https://www.ostiaantica.beniculturali.it/it/aree-archeologiche-e-monumentali/museo-delle-navi-di-fiumicino/

A poca distanza gli scavi di Ostia Antica e il coinvolgente sito di Portus, il principale porto di tutto l’impero Romano, con le sue imponenti strutture.

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