venerdì 9 Dicembre 2022

A Ercolano apre al pubblico la Casa della Gemma con il suo raffinato mosaico – Come visitarla

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La Casa della Gemma di Ercolano colpisce in primo luogo per i suoi mosaici. Perché la gemma da cui prende il nome, raffigurante Livia, in realtà, con questa domus non c’entra nulla. Fu trovata altrove, nella Casa di Granianus. In particolare si parla dei un mosaico geometrico di particolare finezza, in bianco e nero, che adorna tuttora il triclinium della dimora. Dal 26 marzo 2022 fino a giugno apre al pubblico in via sperimentale, nell’ambito di un ampio progetto di restauro da tempo in corso.

L‘Insula Orientalis, dice il direttore del parco archeologico Francesco Sirano, “presenta mosaici di eccezionale valore: con questo progetto, che ha riguardato anche le Case del Rilievo di Telefo, di Granianus e dei Cervi, abbiamo ripristinato i mosaici più delicati del sito. Inoltre il lavoro certosino nella Casa della Gemma ha consentito di recuperare completamente le superfici pavimentali in modo da consentire la visita, sia pure in modalità sperimentale.  Stiamo creando le condizioni per ampliare il percorso nel sito archeologico e condividere elementi e spazi della città antica per troppi anni sottratti alla diretta esperienza da parte dei visitatori. L’obiettivo del nostro lavoro è valorizzare il sito per un pubblico sempre più ampio, curioso e consapevole dei valori culturali e della delicatezza del patrimonio UNESCO”

Il prima e dopo del restauro (in corso), appare molto evidente nelle fotografie del Parco Archeologico di Ercolano

 

Come sempre Jane Thompson, Project Manager dell’ Herculaneum Conservation, ricorda che “Il lungo percorso che rappresenta oggi l’apertura della Casa della Gemma costituisce un bell’omaggio all’approccio “a scala di sito” in atto da oltre 15 anni grazie al partenariato con PHI che, invece di sostenere progetti esaustivi su alcune domus, ha migliorato e continua a migliorare le condizioni generali dell’intero sito. Lavorando in questo modo – conclude Jane Thompson – e grazie alle campagne di restauro come questa sui mosaici, si arriva ad esiti così importanti, come la riapertura al pubblico di ambienti da tempo preclusi.”

Per la visita: Tutti i giorni dalle ore 09:30 alle ore 13:00 (mercoledì giorno di chiusura settimanale del Parco). L’accesso alla Casa della Gemma è consentito a gruppi di max 20 persone per volta. Per ulteriori info si rimanda al sito www.ercolano.beniculturali.it

Ecco la scheda della casa della Gemma diffusa dal Parco:

“Originariamente questa abitazione, che deve il nome al ritrovamento di una gemma con ritratto femminile dell’età di Claudio (sembra però sia stata ritrovata nella sottostante Casa di Granianus), era parte integrante della Casa del Rilievo di Telefo, probabilmente di proprietà della famiglia di Marco Nonio Balbo, che presentava un impianto irregolare, frutto dei continui ampliamenti per conquistare l’affaccio sul mare e la veduta del Golfo. In età augustea la dimora si sviluppava in tre livelli su ben milleottocento metri quadrati, rappresentando la seconda abitazione più grande di Ercolano, ed era collegata alle Terme Suburbane.

Nell’ultimo periodo di vita della città, nell’ambito di una generale ristrutturazione, il gigantesco complesso residenziale venne diviso in tre distinte abitazioni, creando la Casa della Gemma, che si trova al livello della strada, e un’altra casa più modesta al piano sottoposto, reso indipendente grazie a un ingresso autonomo presso Porta Marina. Di questa terza abitazione conosciamo il nome del proprietario, M. Pilus Primigenius Granianus, grazie al rinvenimento di un sigillo in bronzo.

La Casa della Gemma conserva, nel suo quartiere signorile, caratteri di grande freschezza degli intonaci e nei pavimenti. Certamente, essa fu abitata, negli ultimi giorni, da una famiglia di riguardo, che ebbe tra i propri ospiti un medico all’epoca famoso alla corte imperiale di Tito, di nome Apollinare, il cui ricordo è consacrato da un’iscrizione irriverente nella latrina, posta nel quartiere rustico insieme alla cucina.

Come le altre dimore affacciate sul mare, anche questa casa si sviluppa verso sud con una serie di ambienti, tra cui il triclinio, allineati sul loggiato, ora appena intuibile”.

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