giovedì 27 Gennaio 2022

Il design del potere : Power and Prestige, i simboli del comando in Oceania (e non solo). Un libro prezioso per l’importante mostra veneziana

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Power and Prestige. I simboli di comando, potere e prestigio sono spesso stati motore di lunghi viaggi, di scambi commerciali e culturali dalla più lontana antichità. Rientrano da sempre nel vasto mondo dei “beni di prestigio”, e sono oggetto di una sterminata letteratura scientifica, soprattutto antropologica e archeologica. L’analogia antropologica è infatti una chiave di lettura per comprendere i simboli di potere dall’età del Bronzo a Roma. Tra gli esempi colpiscono le insegne del potere imperiale conservate a Palazzo Massimo, Museo Nazionale Romano, e, naturalmente, abbiamo ben chiari gli scettri regali dei sovrani medievali.

L’Oceania rappresenta un luogo straordinario per osservare l’evoluzione e il fascino di questi simboli, a cominciare dai famosi “bastoni di comando”, meravigliosi pezzi d’arte con una funzione di potere che spesso ci sfugge in tutte le sue sfumature e nei tanti piani di lettura. I “clubs” sono dei manufatti stupendi anche se visti come semplici “oggetti”, persino sciolti dal loro contesto. Bastoni lavorati, con essenze di legno pregiato, unite a pietre di varie fogge e origine. Alcuni utilizzati per evidenti funzioni sacrificali, altri con chiara funzione da combattimento. Ma in molti casi i simboli si sovrappongono, e il valore simbolico prevale, oltre a fondersi con la funzione originaria.

Una mostra a Venezia e a Parigi, un mondo simbolico nella biografia di oggetti straordinari

La mostra della Fondazione Giancarlo Ligabue di Venezia, aperta fino al marzo 2022, e poi prevista a Parigi fino all’ottobre successivo ( in collaborazione con il Musée du Quai Branly-Jacques Chirac), fa il punto su questa arte raffinata e potente. Si chiama Power and Prestige – Simboli del comando in Oceania”, a cura del professor Steven Hooper, grande esperto delle arti visive del Quinto Continente, naturalmente con una robusta formazione antropologica sul campo, in grado di andare ben oltre le valutazioni di “stile”.

Il catalogo che l’accompagna (Skira), è in realtà un libro di pregio destinato ad andare al di là del solito table book per appassionati di scultura e di design. È nei fatti uno strumento di grande interesse oltre gli specialisti, in direzione della “biografia degli oggetti”, dove il manufatto in sé -in questo caso il bastone di comando – ha una vita che lo arricchisce, lo trasforma e gli conferisce un’autentica personalità. La mostra, e lo studio che ne rappresenta la chiave di volta, nasce con prestatori di grande prestigio, pubblici e privati, con un nucleo importante di 25 opere del British Museum e da molte altre istituzioni. Provengono da Papua, Nuova Zelanda, Nuova Caledonia, Figi, Vanuatu e dagli arcipelaghi più sparsi della Polinesia, in un insieme stimolante di tipologie, di fogge, di suggestioni. Sono lontanissime, svelano molto di noi, della nostra storia più antica: dove il simbolo del potere, ancora nel XXI secolo, cambia appunto forma ma non il suo significato più profondo, quello di “segno” da far riconoscere e accettare per percorsi mentali che ci riportano ancora indietro in un mondo solo in apparenza cronologicamente distante.

LINK A FONDAZIONE GIANCARLO LIGABUE

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