venerdì 9 Dicembre 2022

Pompei, la vetrinetta dei turisti pentiti – Decine i reperti restituiti via posta

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Pompei, Italien, posta con stampigliato PRIORITY. Dentro, a mo’ di lettera, un lacerto di mosaico a tessere di marmo bianco. La missiva fa parte di una storia ben nota, ma che vale la pena ricordare. Solo una delle tante restituzioni di pezzi trafugati dai turisti, al Parco archeologico, che arrivano agli uffici pompeiani, via busta, pacchetto, vecchie scatole di biscotti.

Così dalla coppia di americani pentiti, arriva un pezzo d’intonaco, da un inglese cenere vulcanica, da un francese un pezzo di marmo scanalato. Ormai non hanno più il valore del contesto, quello che potrebbe avere un reperto conservato in magazzino, catalogato dall’antiquarium o da un museo, o meglio, ancora, in situ, ossia proprio nel luogo originale.

Ecco perché a Pompei c’è una vetrinetta con alcuni esempi, solo la punta dell’iceberg, di questa sorta di ex voto dei turisti penitenti. Non si tratta di furti, anche se la fattispecie legale è quella e come tale verrebbe perseguita. Sono appropriazioni feticistiche, vandalismi diseducativi. Come hanno spiegato più volte al Parco Archeologico, se possono fare molito le 400 telecamere e il personale di custodia, è il nuovo atteggiamento dei visitatori, più responsabile e coinvolto, a poter dare una mano nella gestione quotidiana dell’immensa area degli scavi. Poi c’è la criminalità dell’arte, ma quella è un’altra cosa, non manda certo un corriere con una scultura in uno scatolone, lì il livello si alza. Ma alla fine è dalla base che si costruisce, e la base sono proprio i cittadini, i visitatori.

E allora: Welcome back to Pompeii !

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