giovedì 8 Dicembre 2022

Siponto, la colonia romana “invisibile” inizia a svelarsi agli archeologi. La campagna di scavo 2021

In Evidenza

Il parco archeologico di Siponto (Manfredonia, Foggia) va oltre l’iconica installazione artistica suille testimonianze della basilica paleocristiana (IV secolo) di Edoardo Tresoldi e la bella chiesa romanica di Santa Maria Maggiore. Gli scavi archeologici iniziati dalle università di Foggia e Bari, sulla base di importanti campagne di prospezione geofisica, sono destinati a svelare la vita dell‘importante colonia romana, fondata nel 194 a.C., attiva anche nella tarda antichità e nel medioevo, fino a quando l’impaludamento portò alla decisione di fondare Manfredonia (XIII secolo) e di riutilizzare il materiale edilizio per il nuovo insediamento. Ma l’impianto ortogonale, le strade, persino le grandi strutture (come l’anfiteatro, solo in minuscola parte intuibile nei muri di una masseria), hanno lasciato tracce, che devono essere indagate dagli studiosi. I primi risultati della campagna 2021 sono incoraggianti. La città sorge ai lati della strada statale Garganica 89, che corre sull’antico decumano massimo.

PRIMA PARTE DEL VIDEO-REPORTAGE SUGLI SCAVI ARCHEOLOGICI DI SIPONTO

Finora ben pochi erano stati gli scavi a interessare la vasta area della città, e solo ora la si sta indagando in modo sistematico. Il titolo di città invisibile non è dunque usurpato, perchè finora l’area del parco è di fatto quasi completamente inesplorata dal punto di vista scientifico. La campagna di scavo ha riguardato entrambi i lati della strada statale. A nord delle basiliche gli archeologi hanno portato alla luce un isolato medievale, che appare evidentemente una continuazione dell’insediamento romano, le cui stratigrafia non è ancora stata indagata.

scavi a Siponto
Scavi archeologici di Siponto, Manfredonia. Le prospezioni geofisiche dell’area dell’anfiteatro sovrapposte alle immagini del drone. (elaborazione A.Cimarosti)

Le strade tardoantiche e medievali ricalcano esattamente lo stesso impianto della viabilità romana. Ad ovest invece il saggio si scavo sta portando in luce le strutture che nel medioevo sorsero sopra e nei pressi dell’anfiteatro, che le prospezioni geofisiche rivelano con chiarezza. L’edificio è noto anche perchè compare in alzato in alcuni muri successivamente utilizzati per una masseria. Le immagini dall’alto delle strutture in via di scavo non lasciano dubbi, sono curve e perfettamente coerenti alla pianta dell’anfiteatro. Varie fosse granarie medievali rivelano un uso agricolo-rurale degli edifici medievali.

SECONDA PARTE DEL VIDEO-REPORTAGE SUGLI SCAVI ARCHEOLOGICI DI SIPONTO

L’importanza di Sipontum è data in particolare dalla sua attività di porto per il grano, soprattutto nella tarda antichità, come attestato dalle fonti scritte. Sarà quindi molto importante, secondo gli studiosi, individuare le strutture portuali e gli horrea, ossia i magazzini (adibiti alla conservazione di cereali ma non solo), che dovrebbero trovarsi ad est della vecchia linea ferroviaria, ora inattiva. L’impaludamento, e le successive bonifiche del XX secolo hanno infatti cambiato di molto il paesaggio e spostato avanti la linea costiera.

Gli scavi archeologici per dare un senso compiuto al Parco di Sipontum

La sfida del progetto “Sipontum: archeologia globale di una città portuale” è da un lato scientifico, con autentiche “praterie” di dati archeologici da esplorare e finestre da aprire sulle rotte, sul’economia tardo antica, sui processi insediativi e sula stessa cultura materiale di un’importantissima colonia romana. Le dinamiche della fine di una grande città, delle fasi di spoliazione e riutilizzo, sono un altro interesse che vede Siponto come possibile importante caso di studio nell’immediato futuro. L’altro lato della sfida è quello di restituire al territorio e ai turisti un luogo straordinario, al di là del “landmark”, del segno nel paesaggio, della bellissima installazione onirica di Tresoldi, che tra l’altro getta un fascio di luce sul primo Cristianesimo. Il parco archeologico, ricorda il professor Giuliano Volpe, potrà essere molto di più di una distesa di campi attorno a un centro di attrazione unico, quello delle basiliche, ma un’indagine archeologica in grado di guardare al ruolo di questa parte della antica Regio II romana in tutto il Mediterraneo antico. Rendendo il parco archeologico comprensibile, e godibile nel tempo, non solo agli studiosi ma a tutti i cittadini.

il link al Parco archeologico di Siponto

ArcheoSipontum: Scavi archeologici a Siponto.

Progetto “Sipontum: archeologia globale di una città portuale”, condotto congiuntamente dalle Università di Bari e di Foggia.
Direttori: Roberto Goffredo, Maria Turchiano (Università di Foggia), Giuliano Volpe (Università di Bari).
In collaborazione con Parco archeologico di Siponto (direttore: arch. Francesco Longobardi; funzionaria archeologa: dott.ssa Anita Rocco), MiC, Direzione regionale musei della Puglia (direttore: dott. Luca Mercuri).
Scavo condotto in regime di concessione (Decreti DG ABAP rep. nn. 872 e 873 del 4.8.2021): Ministero della Cultura, Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio di Foggia (soprintendente: arch. Maria Piccarreta; funzionaria archeologa: dott.ssa Donatella Pian).

Si ringraziano per il supporto: Caritas Manfredonia; Antonio e Michele Rinaldi; Imprese Gianni Rotice, Manfredonia, e Cobar, Altamura.

FORSE PUÒ INTERESSARE ANCHE:

All’origine delle tonnare siciliane: il progetto archeologico internazionale Archeofish, tra garum e salsamenta

 

 

 

 

Altri articoli

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

News