giovedì 21 Ottobre 2021

L’avamposto degli Etruschi a nord del Po, scavi archeologici 2021 al Forcello – Con VIDEO-REPORTAGE

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Il Forcello (Bagnolo San Vito, Mantova) è un sito archeologico di grande importanza per capire la storia degli Etruschi a nord del fiume Po. Un emporio che mette in relazione il mondo etrusco con quello greco attraverso il grande fiume navigabile e l’Adriatico, assieme ai popoli più vicini, i Veneti e i Celti, sia dell’Insubria che oltre l’arco alpino. La campagna di scavo 2021, sempre ad opera del dipartimento beni culturali e ambientali dell’Università Statale di Milano, è diretta dalla professoressa Marta Rapi. Il progetto affonda le radici in lunghe attività di ricerca, partite metodicamente negli anni ’80 del XX secolo con le prospezioni della Fondazione Lerici e poi dal 1983, con gli scavi estensivi diretti da Raffaele Carlo De Marinis.

QUI IL VIDEOREPORTAGE DELLA CAMPAGNA DI SCAVO 2021 AL FORCELLO:

Il sito quindi è un crocevia di culture e di materiale archeologico, con reperti locali e di importazione (notevoli le ceramiche greche), anche di grande pregio (tra il 540 e il 380/375 a.C. circa). Emergono contatti e rotte, reti produttive ed economiche, processi di insediamento e pianta urbana, in un territorio che – arrivato ormai alla soglia della trentesima campagna di scavo – è in realtà per la gran parte ancora da indagare sotto la pianura e i campi coltivati. Senz’altro, per sua natura, il Po era la via d’acqua ideale per raggiungere i grandi empori adriatici di Spina e di Adria, autentica interfaccia della Pianura Padana con il mondo greco e il Levante in genere. Gli studi sono incentrati anche sul paleoambiente e sull’archeozoologia. Colpisce l’evidenza dello sfruttamento del maiale già ai tempi del Forcello (quindi tra il VI e il IV secolo d.C), in continuità con una vocazione produttiva di cui il Mantovano va giustamente fiero. D’altronde non è un caso che il Forcello sia visto da molti studiosi come una sorta di “prima Mantova”, antecedente al momento in cui il sito del capoluogo si sviluppasse in altra scala in una posizione difensiva privilegiata, per giungere alla gloriosa città che conosciamo, mentre il Forcello veniva “obliterato” da strati fino a due metri di profondità in una zona non più urbanizzata, per la fortuna degli archeologi a venire.

Il Parco Archeologico del Forcello si sforza di valorizzare il sito e di legarlo alla storia della Mantova “prima di Mantova”, un hub culturale-archeologico che non nasconde maggiori ambizioni. Perchè la ricerca è essenziale, porta molti risultati, ma ha ovviamente bisogno di risorse per potersi dispiegare in tutta la sua potenzialità.

I REPERTI DEL FORCELLO E IL PARCO ARCHEOLOGICO:

Gli strumenti divulgativi per apprezzare il parco archeologico, gestito dal personale della SAP (Società Archeologica Padana), come il video attivabile tramite i code sul sito

 

Nota bibliografica:

Komp R., Quirino T., Rapi M., cds, The hidden city: reconstructing the urban structure of the etruscan harbour of Forcello di Bagnolo San Vito through excavations and non-invasive methods, in Crossing the Alps, Early urbanism between northern Italy and Central Europe (900-400 BC), Proceedings of the International Conference, Milan, 29-30 March 2019.

 

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