venerdì 3 Dicembre 2021

Grotta di Fumane, alla ricerca dei fuochi dei Neandertal – VIDEO REPORTAGE

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Alla ricerca del fuoco, o meglio di focolari. Il più antico ha circa 200.000 anni. La grande “caccia al tesoro” scientifica, infatti, è in corso alla Grotta di Fumane (Valpolicella, Verona), uno dei siti preistorici più importanti d’Europa. Questa grotta racconta una tappa importante – o meglio varie tappe – nella storia dell’evoluzione umana. La sua ricchezza è dovuta in particolare alla ricchissima stratigrafia, praticamente intatta, che racconta le varie fasi di occupazione degli uomini di Neandertal, l’arrivo dei Sapiens e i cambiamenti climatici visti in questo versante delle Alpi, al limitare della Lessinia, in provincia di Verona.

Dal 1988 la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, l’Università di Ferrara, di Milano e il Museo Civico di Storia Naturale di Verona indagano la grotta avvalendosi delle tecniche archeologiche sempre più moderne e interdisciplinari. E tra le decine di articoli scientifici e le importantissime scoperte generate da questo sito, autentico archivio dell’evoluzione umana, desta particolare interesse il lavoro in corso sullo studio dei focolari, che la grotta restituisce alla ricerca fin da strati antichissimi, con le evidenti tracce di un fuoco “governato” dai Neandertal circa 200.000 anni fa. Risalendo (e molto) nella stratigrafia, si arriva ad un sorprendente focolare dell’Aurignaziano, risalente quindi a circa 40.000 anni fa. Ad accendere quei fuochi, in questo caso, erano i Sapiens, che avevano già soppiantato i Neandertal. Colpisce il fatto che il focolare fosse circondato da pietre appositamente dispeste per proteggere quello, che, di fatto, è già un centro comunitario del Paleolitico. Tra un focolare e l’altro (ce ne sono altri nel mirino degli studiosi) si pongono le molte domante archeologiche dell’Università di ferrara e di quella di Tubinga: quali “strategie” messe in atto, l’evoluzione delle pirotecnologie, l’organizzazione degli spazi e, se si è fortunati con i reperti, il paleoambiente e l’alimentazione.

Grotta di Fumane (Verona): il professor Marco Peresani illustra un focolare dell’Aurignaziano

Questo giacimento è fondamentale – scrive il sito ufficiale della grotta di Fumane – per studiare il modo di vita, l’economia, la tecnologia e la spiritualità dei rappresentanti di un’umanità del passato che frequentarono la Valpolicella per oltre 50.000 anni, ma anche per comprendere i meccanismi che hanno portato, attorno a 40.000 anni fa, all’affermazione degli Uomini Moderni in Europa”.

La grotta è accessibile ai visitatori, seguendo le istruzioni riportate sul sito internet.

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