venerdì 3 Dicembre 2021

Pompei, apre al pubblico il termopolio della Regio V con i suoi splendidi dipinti. Come visitarlo – VIDEO ANTEPRIMA

In Evidenza

Il termopolio della Regio V di Pompei è stato lo scavo più mediatico della recente storia scientifica dellla città vesuviana. Ora apre al pubblico, e non ci sono dubbi che sarà dal 12 agosto 2021 una delle mete più frequentate del parco archeologico. La sua notorietà è dovuta al gran battage televisivo fatto per lanciare un documentario di produzione francese trasmesso dalla Rai con grandi ascolti, come spesso capita per ciò che riguarda Pompei.

VIDEO DELLA VISITA IN ANTEPRIMA:

Le visite sono di fatto delle entrate straordinarie al cantiere della Regio V, per “mettere ordine” al fronte di scavo della parte non ancora indagata del sito, in paricolare alla Casa di Orione e alla Casa del Giardino. In particolare questo termopolio, uno dei tanti pompeiani, è ragguardevole per le vivaci pitture parietali, soprattutto il bancone con decorazioni rappresentanti una Nereide su un ippocampo e vari animali. Non si esclude che gli animali (cavalluccio marino a parte!) fossero effettivamente quelli serviti nell’ambiente pubblico. Scavato tra il 2019 e il 2020 fa, come detto, parte del consolidamento dell’area archeologica, poi allargato a uno scavo vero e proprio con immediato restauro delle strutture e interventi di conservazione, in particolare a protezione e integrazione – con materiali originari – del bancone

Il direttore generele dei musei Massimo Osanna, precedente direttore del Parco Archeologico, ha presentato il termopolio assieme all’attuale direttore Gabriel Zuchtriegel, a rimarcare l’importanza dell’iniziativa dell’apertura.

Come visitare il termopolio:

Le visite saranno possibili tutti i giorni dalle ore 12,00 alle 19,00 (ultimo ingresso ore 18,30), con accesso da via di Nola e uscita dal vicolo delle Nozze d’argento. Non è necessaria la prenotazione.

 

Ma la visita può essere integrata da quelle di complessi della casa di Orione e del Giardino

in questo caso dalle dalle ore 16,00 alle 19,00 (ultimo ingresso ore 18,30). L’accesso è previsto ogni 20 minuti, per gruppi di massimo 5 persone per volta accompagnati da personale del Parco. Ingresso da via di Nola e uscita dal vicolo delle Nozze d’argento.

L’accesso gratuito è fino ad esaurimento disponibilità; è consigliata la prenotazione sul sito www.ticketone.it (costo prenotazione on-line 1,50€).

SUGLI ULTIMI SCAVI A POMPEI:

Pompei, in “diretta” dagli scavi archeologici del Complesso dei Riti Magici nella Regio II – VIDEO REPORTAGE

 

Ecco le note del Parco Archeologico di Pompei su queste domus:

La casa di Orione prende nome dal mosaico pavimentale presente in un ambiente della domus, e raffigurante una tra le più raffinate e inedite iconografie rinvenute a Pompei, quella  del mito di Orione. La scena rappresenta il catasterismo dell’eroe Orione, ovvero la sua trasformazione in costellazione, ed è probabilmente connessa a quella di un secondo mosaico della casa. Entrambi i mosaici, denotano un notevole livello culturale e probabili rapporti del proprietario con il mondo mediterraneo orientale, da cui  potrebbero provenire.

 La dimora, era stata già intercettata nel corso degli scavi ottocenteschi, tra il 1891 e il 1893 e nel 2017 è stata interamente portata in luce. Presenta una struttura con atrio centrale,  circondata da stanze decorate con pregiate pitture di I stile e mosaici pavimentali. E’ molto probabile che la casa abbia volutamente mantenuto, negli spazi di rappresentanza, questa più antica decorazione in I stile che, in altre dimore pompeiane, era stata frequentemente sostituita da decorazioni più moderne. Al momento dell’eruzione del 79 d.C. l’abitazione era in corso di ristrutturazione. Gli scavi attuali hanno consentito di individuare diversi cunicoli, praticati in passato prima degli scavi ufficiali, allo scopo di recuperare oggetti preziosi, che hanno purtroppo compromesso in più punti la struttura della casa.

La Casa del Giardino, cosiddetta per la presenza di un giardino con portico affrescato, è nota per il rinvenimento dell’iscrizione a carboncino che cambia la data dell’eruzione. Sul portico affaccia la bella sala delle megalografie, raffiguranti in un riquadro Venere con una figura maschile (Paride o forse Adone) e  Eros, e in un altro Venere in atto di pescare, assieme a Eros. Sempre nello stesso ambiente è presente un raffinatissimo ritratto femminile, probabilmente la domina. Sull’atrio si affaccia la stanza degli scheletri, dove sono stati ritrovati i resti di una decina di individui che qui si rifugiarono nel vano tentativo di salvarsi, e i cui resti sono oggetto di studio e analisi del DNA. In alcuni ambienti di servizio, invece, è stata ritrovata una cassetta in legno contenente monili femminili e amuleti contro la malasorte, probabilmente appartenenti ad una delle vittime rinvenute nella casa e oggi esposti nell’Antiquarium di Pompei.

 

 

 

 

 

Altri articoli

1 commento

  1. Sull’apertura del “nuovo” termopolio della R. V ammiro la bella foto ufficiale qui pubblicata e mi chiedo (non trovando apparentemente nulla sul web, ma facile che io mi sbagli) se magari qualcuno ha notizie riguardo al metodo filologico/ingegneristico seguito nella collocazione del soprastante solaio in legno (che mi sembra costruttivamente molto particolare e meritevole di più di qualche parola).

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

News