mercoledì 22 Settembre 2021

Pompei, in “diretta” dagli scavi archeologici del Complesso dei Riti Magici nella Regio II – VIDEO REPORTAGE

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Nuovi scavi archeologici nella Regio II di Pompei, quella nei pressi dell’Anfiteatro e della Palestra Grande. Due saggi in particolare nel “Complesso dei Riti Magici” indagano su questa particolarissima struttura, così chiamata per il ritrovamento di mani “magiche” in bronzo durante gli scavi degli anni ’50, messe in relazione con il culto di Sabazio, divinità di originaria dell’area della Tracia e della Frigia.

IL VIDEO-REPORTAGE SUGLI SCAVI DEL “COMPLESSO DEI RITI MAGICI” DI POMPEI:

 

In questo singolare edificio, l’Università degli Studi di Pisa con la Scuola IMT Alti Studi di Lucca sono all’opera con i loro dottorandi e studenti (estate 2021), nell’ambito del Praedia Project, coordinato scientificamente da Anna Anguissola (Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, Università di Pisa), Riccardo Olivito (Scuola IMT Alti Studi Lucca) e Luana Toniolo (del Parco Archeologico di Pompei)

Il Praedia Project (Pompeian Residential Architecture: Environmental, Digital, and Interdisciplinary Archive – PRAEDIA) è un progetto che da sei anni indaga l’architettura residenziale pompeiana, sia in archivio che sul campo, sia su ciò che è già evidente, dagli edifici, alle pitture ai reperti, sia attraverso analisi non invasive che alcuni piccoli ma molto significativi saggi di scavo. Si vuole conoscere il “pieno”, ossia le testimonianze materiali, architettoniche e non, sia il “vuoto”, ossia i giardini, le vigne, gli orti che pure caratterizzarono questa zona di Pompei in varie fasi.

 

Riccardo Olivito davanti all’area dei saggi di scavo nei Praedia di Giulia Felice, indagati fino al 2020

Dopo avere studiato per anni il grande complesso noto come Praedia di Giulia Felice, uno dei più imponenti (e tra quelli scavati per primi dal XVIII secolo) dell’intera area archeologica, è la volta adesso del “Complesso dei Riti Magici“, che già dopo le prime settimane di indagine mostra notevoli risultati: resti di antichi edifici e molto materiale risalente alla Pompei o alle varie Pompei delle prime fasi romane, e ancora prima, di quelle sannitiche. L’indagine sul campo mostra quanto fossero vivaci e profonde le trasformazioni della città da un periodo all’altro, suggerendo – come del resto emerge dagli ultimi decenni di ricerca – quanto ci sia da conoscere sulla Pompei dalle origini all’eruzione del 79 d.C. e come il lavoro scientifico nell’area archeologica più nota del mondo non si esaurisca mai, anzi, ponga sempre nuove domande.

Qui alcune notizie tratte dal sito ufficiale del progetto PRAEDIA a Pompei:

Progetto PRAEDIA, iniziato nel 2016, è una collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei, la Scuola IMT Alti Studi Lucca-Centro LYNX, il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Nel triennio 2018-2020 PRAEDIA ha inoltre coinvolto i membri dello SMART Lab della Scuola Normale Superiore.

PRAEDIA intende contribuire alla conoscenza dell’edilizia domestica di Pompei attraverso un programma di indagini multidisciplinari nella Regio II, una zona di cruciale importanza nel tessuto della città antica, delimitata da una porta urbica, dall’anfiteatro, dalla necropoli di Porta Nocera e dalla principale arteria cittadina, Via dell’Abbondanza.

Nella sua prima fase, la ricerca ha riguardato in particolare i cosiddetti Praedia di Iulia Felix, un vasto complesso che occupa un intero isolato della città antica (Regio II, Insula 4). Sin dalla loro scoperta alla metà del Settecento, i Praedia hanno incuriosito gli studiosi con la loro combinazione di elementi tipici di una casa (spazi abitativi organizzati attorno ad un atrio), di una villa (un giardino con giochi d’acqua, spazi per la consumazione di pasti all’aperto, un esteso parco) e settori commerciali (appartamenti dati in affitto, terme aperte al pubblico, una taberna). In tal senso, un approfondito esame dei Praedia di Iulia Felix potrà apportare nuovi dati per una riflessione critica della nozione di ‘prototipo abitativo romano’, così da evidenziare la natura malleabile dei suoi elementi compositivi. Per far fronte a tali obiettivi, il progetto PRAEDIA è basato su un approccio multidisciplinare e su più linee di ricerca, che includono indagini geofisiche, scavi stratigrafici, ricostruzioni digitali e virtuali, così come lo studio delle tecniche costruttive, della decorazione parietale e pavimentale, e dell’economia dell’antica Pompei.

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