mercoledì 22 Settembre 2021

Il castello di Populonia (Golfo di Baratti, Piombino), la vedetta sul Tirreno dello Stato degli Appiani – VIDEO

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di Marco Paperini*

La Torre di Populonia

Alla metà del XII secolo, allo scopo di incrementare il sistema difensivo marittimo compreso tra Bocca d’Arno e Piombino, i Pisani costruirono la torre, che vediamo oggi ergersi al centro della Rocca. Fu questo il primo nucleo dell’odierna Populonia (Piombino). La Torre ha costituito per secoli un elemento fondamentale nel sistema difensivo marittimo: permetteva, infatti, di controllare un ampio tratto di mare compreso tra Castiglioncello a nord e Punta Ala a sud, le isole di Capraia, Gorgona, Elba, Palmaiola e la Corsica, e una buona parte di entroterra, dalle colline del campigliese alla via Aurelia.

 

La Rocca e lo Stato di Piombino

Con molta probabilità, di poco successiva alla torre fu la costruzione della piccola chiesa, nata a servizio della guarnigione militare di stanza a Populonia tra il XII e il XIII secolo e oggi dedicata a Santa Croce. Nato lo Stato di Piombino, per volontà di Gherardo, nel 1399, fu con molta probabilità il Jacopo III Appiani che dette nuova vita a Populonia, allo scopo di rafforzarne l’importanza strategica fu costruita, intorno alla torre medievale, una Rocca dotata di una semitorre circolare, una sorta di baluardo.

Così come per il Rivellino di Piombino, nelle murature della rocca si riconoscono blocchi squadrati di pietra panchina provenienti da edifici più antichi smontati per riutilizzarne il materiale edilizio.

La funzione principale della Rocca era la difesa del territorio dagli attacchi dei pirati che fin dall’antichità erano attivi lungo la costa. Infatti, il rischio di incursioni era reale ed elevato: nel 1465, ad esempio, il pirata levantino Prendibene rapì alcuni uomini intenti a lavorare nei pressi di Porto Baratti; nel 1555, una flotta di ‹‹galee e galeotte d’Algeri›› tentò lo sbarco a Baratti con il preciso intento di espugnare Populonia ed ancora nel 1582 pirati turchi rapirono quindici boscaioli che stavano lavorando nella selva di Biserno, non distante dal confine del Principato, nei pressi dell’odierna San Vincenzo.

La volontà degli Appiani prevedeva non solo il capillare controllo del territorio che, come detto, era esposto alle scorrerie e alle incursioni dei pirati, prima Saraceni e poi Turchi, ma anche al ripopolamento di questa zona del promontorio, con una mirata politica di incentivi, destinati prevalentemente ai còrsi. Dunque, per incentivare la popolazione a trasferirsi a Populonia, i Signori dotarono il borgo di mura difensive, realizzando così il Castello vero e proprio che occupava una superficie di poco superiore all’ettaro ed era dotato di due porte, quella detta Piombinese, verso sud, e quella detta “a mare”, oggi scomparsa, rivolta verso il Golfo. All’interno del Castello, per ospitare le magistrature del piccolo comune, fu edificato lungo la via principale il Palazzo pubblico, oggi riconoscibile nell’edificio detto La Canonica.

Il castello e la famiglia Desideri

Nel 1695 il Castello di Populonia, insieme al patrimonio di boschi e terre un tempo afferenti al Monastero di San Quirico, fu concesso dalla Comunità di Piombino a Pier Maria Desideri, esponente di un’importante famiglia piombinese, forse di origine spagnola e che, nel 1773, ottennero il titolo nobiliare a Volterra e furono ammessi alla nobiltà del Granducato di Toscana. Con il passaggio di Populonia alla famiglia Desideri, il Castello vide la propria trasformazione in una fattoria di modello latifondista che occupava, anche grazie ad acquisizioni successive, buona parte della pianura piombinese.

Fu il conte Giovanni Desideri (1800–1879), esperto in scienze agrarie ed appassionato di antichità, a finanziare, su iniziativa della madre Orsola Inghirami, sorella del celebre archeologo Francesco Inghirami, i primi scavi archeologici a Populonia. Lo stemma della famiglia Desideri, che raffigura l’elmo e un braccio armato legato ad una catena che tiene nella mano un ramo di palma, si trova scolpito sopra la porta d’ingresso di quella che era la villa padronale, affacciata sulla via principale, di fronte all’antico Palazzo pubblico.

*Public Historian – Past Experience

PER VISITARE LA TORRE DI POPULONIA, qui il link alle informazioni

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