venerdì 3 Dicembre 2021

Napoleone ed Elisa. Memorie nascoste dei Bonaparte in Maremma nel bicentenario della morte (5 maggio 1821-2021)

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di Marco Paperini*

Nel pomeriggio del 5 maggio 1821, nella sperduta isola di Sant’Elena, terminava la vita terrena di Napoleone Bonaparte, l’uomo che in poco più di dieci anni riuscì a cambiare il volto dell’Europa. L’epopea napoleonica è rievocata nei versi incalzanti, rapidi e caratterizzati da bruschi cambi di scena composti da Alessandro Manzoni appena la notizia della morte dell’Imperatore giunse in Europa:

Dall’Alpi alle Piramidi / Dal Manzanarre al Reno / Di quel securo il fulmine / tenea dietro al baleno; / Scoppiò da Scilla al Tanai / Dall’uno all’altro mar. /Fu vera gloria? Ai posteri / L’ardua sentenza …

 

Oggi ne celebriamo la memoria in un luogo insolito, in Alta Maremma, al centro del Parco di Montioni, una Riserva naturalistica regionale che si estende per oltre 8.000 ettari tra le province di Livorno e Grosseto.

Qui nascosta dalla vegetazione, solitaria si apre una piccola piazza lastricata, al centro sono un cippo ed una cisterna con tetto a piramide. Si tratta del monumento a Elisa Bonaparte, la sorella che Napoleone, nel 1805, destinò al trono del Principato di Piombino. Elisa, quartogenita della numerosa famiglia di Carlo Bonaparte e Letizia Ramolino, a differenza delle sorelle Paolina e Carolina, aveva una brillante intelligenza e un carattere forte, si dedicava alla letteratura e alla scienza, amava circondarsi di letterati, artisti e scienziati. Napoleone la riteneva “il migliore dei suoi ministri”, curò l’introduzione nel Principato delle leggi e delle istituzioni francesi, il riordinamento delle strutture amministrative, burocratiche e giudiziarie. “Elle adore décréter, légiferer, réglementer”, ricordava lo storico Frédéric Masson. Elisa, come il fratello Napoleone, era convinta che i Francesi avessero “doveri” verso gli altri popoli, in particolare sui metodi di governo da loro introdotti nei territori conquistati. Eredi dell’Illuminismo e della Rivoluzione, sentivano che spettasse alla Nazione francese portare i benefici delle loro esperienze amministrative, scientifiche e culturali ai popoli meno fortunati. Ancor più, avevano la certezza di aver elaborato i metodi più adatti per accelerare il progresso delle società e traghettarle verso la modernità, attraverso quella che, alla fine dell’esperienza napoleonica, sarà chiamata la Scienza dell’Amministrazione.

Elisa Bonaparte Baciocchi, principessa di Piombino

Il Comune di Montioni Elisa

Qui a Montioni, Elisa, applicò tale metodo circondandosi delle migliori menti dell’epoca e realizzando il Comune di Montioni Elisa, dove costruì un villaggio minerario legato allo sfruttamento dell’allume, strutturato secondo le più recenti innovazioni e pensato come una colonia di popolamento per un’area, la Maremma, cronicamente a corto di uomini. Il villaggio era collegato ad un’azienda agricola modello, nella quale sperimentare le tecniche agrarie e le coltivazioni di qualità. Qui, giunti appositamente dalla Francia, furono impiantati i primi vigneti “all’uso moderno”. In cinque ettari del vigneto di Elisa possiamo riconoscere l’inizio della produzione enologica di qualità, oggi fiore all’occhiello delle produzioni tipiche locali.

Il periodo di governo di Elisa Bonaparte a Piombino, dal 1805 al 1814, fu effettivamente troppo breve per poter incidere in maniera definitiva sulle strutture sociali ed economiche ormai radicate dopo secoli di decadenza, accentuatasi con l’azione dei rapaci principi Boncompagni-Ludovisi. Riuscì tuttavia a dare una scossa alla società piombinese e a formare un terreno fertile per il necessario ed ineludibile arrivo della modernità.

Per Elisa governare voleva dire decidere, e per decidere era necessario prima di tutto conoscere. Nella sua visione la scienza serviva proprio a questo, ossia a fornire gli strumenti adatti affinché l’azione del governo potesse essere veramente in grado di rispondere ai bisogni del territorio. Anche la trasformazione del paesaggio naturale era funzionale al progresso della collettività. Il tutto si ricollegava a una rinnovata tradizione massonica, ancora oggi leggibile in moltissimi elementi architettonici rimasti nel territorio piombinese, basti pensare alla colonna di Salomone con la cisterna a forma di piramide ancora visibile nei boschi di Montioni.

Insieme a Louis Porte, la principessa Elisa creò, intorno all’area mineraria, un villaggio per accogliere circa 400 addetti, prevalentemente stagionali, tra lavoratori delle cave, fornaci e caldaie, vetturini e tagliatori provenienti dalle montagne lucchesi e modenesi.

Simboli massonici in Maremma

Per celebrare la creazione del villaggio, denominato Comune di Montioni Elisa, fu eretto un cippo commemorativo, opera dell’architetto “della Rivoluzione” Pierre-Theodore Bienaimé, che nella forma ricorda la colonna massonica di Salomone, dedicato a Elisa e al fratello Napoleone. La colonna è impostata su una base quadrangolare in pietra, ornata di specchi lavorati a bassorilievo, raffiguranti il profilo di Elisa, lo stemma imperiale di Napoleone e le insegne araldiche dei Baciocchi. La quarta formella è assente, non sappiamo se per un furto oppure se, rifacendosi alla simbologia massonica, non vi fosse mai stata e fosse un richiamo all’elemento della pietra grezza, incompiuta, base di partenza della crescita iniziatica verso la perfezione. Sulla colonna è incisa l’iscrizione che ricorda l’azione di Elisa.

Costruito per la gloria della famiglia imperiale, gli elementi che emergono dal cippo sono di impronta neoclassica e alle suggestioni celebrative si affiancano quelle esoteriche. La presenza della cisterna a forma di piramide richiama il mito dell’Egitto nel quale la massoneria vedeva il principio ispiratore della tradizione iniziatica. Il monumento di Montioni è stato restaurato nel 2018 grazie alla sensibilità del Lions Club di Piombino, ed è il simbolo di un’auspicabile riscoperta di questo grande patrimonio culturale.

*Public Historian – Past Experience

Bibliografia

Arrigoni, ed. (2006) I segni di Elisa. La scienza e governo del territorio nel Principato napoleonico di Piombino. Pisa: Felici Editore.

Paperini,M. (2020)  Storia illustrata di Piombino. Pisa: Pacini Editore

Paperini, M., ed. (2020) , Leggere il territorio. Montioni: storia e beni culturali nell’ Alta Maremma. Pisa: Felici Editore

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