giovedì 8 Dicembre 2022

Cinquecento manoscritti unici al mondo tra le vostre mani. La digitalizzazione della Biblioteca Ambrosiana prosegue

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I codici miniati o manoscritti magari autografi sono naturalmente intoccabili anche per la maggior parte degli studiosi per evidenti ragioni di sicurezza e conservazione. La digitalizzazione rende però questo patrimonio consultabile, purchè il programma di acquisizione digitale e di gestione dei codici sia effettivamente intrapreso con personale e risorse. La Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, una più raffinate istituzioni del mondo, ha da tempo messo in opera questo progetto, permettendo la fruizione di alcuni dei manostritti più preziosi della storia. La Biblioteca digitale, rin corso di realizzazione con  l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e con la University of Notre Dame di South Bend, Indiana (USA) è arrivata a digitilizzare ben 500 esemplari in modo integrale, per un totale di 287.000 immagini (13 terabyte). Solo liberamente accessibili senza sottoscrizione o altre richieste di dati gratuitamente a https://ambrosiana.comperio.it/biblioteca-digitale, per ora visitato da 23.000 utenti

L’Ambrosiana è stata la prima biblioteca italiana) ad avere aderito all’International Image Interoperability Framework-IIIF,. Il fondatore, il celebre cardinal Federico Borromeo – il buon Federigo –  aveva messo in primo piano l’accessibilità della sua Biblioteca, ad publicum commodum et utilitatem («per il bene e l’utilità pubblica»).

La biblioteca-pinacoteca Ambrosiana si trova nel pieno centro di Milano, tra piazza Pio XI e piazza San Sepolcro, nell’area occupata dal foro romano. Conserva, tra l’altro, il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, o il Virgilio Ambrosiano, con note autografe di Francesco Petrarca (foto sotto)

Il Virgilio Ambrosiano – De Agostini Picture Library VB004733 (biblioteca Ambrosiana)

 

 

 

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