venerdì 3 Dicembre 2021

Villa romana di Negrar, per la prima volta tutti i mosaici scoperti e puliti – VIDEO REPORTAGE (parte quinta)

In Evidenza

Per la prima volta in assoluto vi possiamo far vedere il colpo d’occhio di tutti i mosaici della villa romana di Negrar ripuliti, scavati, scoperti da tutti i teloni e anche appena inumiditi dalla pioggia tra le vigne della Valpolicella. Niente di meglio per poter apprezzare gli elegantissimi disegni geometrici e soprattutto i colori delle tessere di ben quattro ambienti musivi, tre dei quali erano originariamente aperti su un portico, che a sua volta dava sullo spazio aperto che evidentemente era un giardino.

QUI IL VIDEO-REPORTAGE CON TUTTI I MOSAICI:

 

Siamo dal primo quarto del III secolo d.C. fino a tutto il IV secolo, almeno secondo i dati stilistici del tesselato, che unisce decine di migliaia di tessere da 1 centimetro e mezzo:
ci sono praticamente tutte le tipologie dei marmi e della pregiata pietra del veronese, a testimonianza della ricchezza e del gusto dei proprietari. L’emblema, con scena circensa, fu purtroppi strappato dopo il ritrovamento ottocentesco e si trova ora, assieme alla raffigurazione di un amorino e di un mosaico geometrico, al Museo del  Teatro Romano di Verona.

Gli scavi della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza (dirigente Vicenzo Tinè) confermano che la villa aveva una ricca decorazione parietale: strati di intonaco dipinto a tempera di rosso, azzurro, verde e giallo.Ora in mezzo alle vigne si cerca la storia della villa stessa e di quello che produceva in questo ricco territorio, i ritrovamenti archeologici mancano ancora delle testimonianze material della pars rustica, quella produttiva, della villa, essenziali per poter aggiungere elementi importanti al quadro dell’economia della zona. Prossimo passo la campionatura del terreno per identificare i pollini contemporanei alle fasi della villa, utili a ricostruire gli ambienti e le coltivazioni della zona.

Sotto gli occhi della professoressa Patrizia Basso, dell’università di Verona, proprio il giorno del Natale di Roma (21 aprile), il direttore scientifico dello scavo Gianni De Zuccato, cercava il praefurnium, ossia l’ambiente che serviva per riscaldare l’impianto termale, attraverso ipocausto e tubuli. La villa di Negrar ha mostrato di avere ampie zone per questi scopi, come l’impressionante vasca semicircolare che ha dimensioni veramente imponenti. La ricchezza della villa, d’altronde, è evidente anche dagli elaborati capitelli recuperati, dai motivi ornamentali complessi. Nella parte meridionale, intanto, emergono strutture medievali. Indagate ci racconteranno la fine della villa stessa, e qualcosa del primo medioevo di questa vallata posta su una diramazione di quella che fu la via Claudia–Augusta

La campagna di scavo 2021 va avanti, i mosaici della località Villa alle Tre Cortesele, e le loro complicate geometrie, restano il simbolo di un impegno dell’archeologia strettamente collegata al territorio: una sfida per gli archeologi, per gli amministratori, per gli imprenditori locali e i cittadini. Si riuscirà a inserire questo sito in un contesto di valorizzazione di un territorio in cui il vino e la storia cercano di restare in armonia con uno sviluppo sensato e sostenibile?

FORSE PUÒ INTERESSARE ANCHE:

Villa romana di Negrar: dopo i mosaici gli scavi trovano affreschi più antichi – Sesta puntata, VIDEO REPORTAGE

LE PRECEDENTI PUNTATE DEL VIDEOREPORTAGE SULLA VILLA DI NEGRAR:

Villa romana di Negrar, Valpolicella: la diretta delle nuove scoperte – Con i video-reportage

 

 

Altri articoli

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

News