venerdì 14 Maggio 2021

Scoperta la “Lost Golden City” egizia. Dal deserto riaffiora la città fondata da Amenhotep III a Luxor

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Il ministero del turismo e delle antichità egiziano ha annunciato che la missione archeologica guidata dell’egittologo Zahi Hawass ha scoperto una città, soprannominata Rise of Aten, vicino a Luxor. Nella dichiarazione, che è stata condivisa sulle pagine social del Ministero, si aggiunge che questa è “la più grande città mai trovata in Egitto“, fondata da uno dei più importanti sovrani d’Egitto del Nuovo Regno, Amenhotep III, che governò dal 1391 al 1353 a.C.

Molte missioni straniere hanno cercato questa città senza mai trovarla – commenta Hawass – Avevamo iniziato lo studio alla ricerca del tempio mortuario di Tutankhamun, visto che entrambi i templi di Horemheb e di Ay erano stati individuati in quest’area”. Una scoperta, pertanto, ancora più sorprendente per l’équipe egiziana.

Dallo scavo, iniziato nel settembre 2020, sono iniziati a riaffiorare in poche settimane le formazioni di mattoni di fango distribuite in tutte le direzioni. Dalle sabbie del deserto ecco quindi emergere il sito di una grande città, apparentemente in buono stato di conservazione, dotato di mura quasi complete e contraddistinto da ambienti in cui si conservano ancora oggetti legati alla vita quotidiana, ma non solo. Preziosi anelli, scarabei, vasi di ceramica colorata, mattoni di fango con i sigilli a cartiglio del re Amenhotep III, oltre ad iscrizioni geroglifiche trovate su tappi di argilla dei vasi di vino, hanno contribuito a datare in maniera puntuale l’insediamento egiziano, primo obiettivo della missione archeologica. Dopo sette mesi di scavi,sono poi emerse diverse aree e quartieri: nella zona meridionale è stata individuata una panetteria, una zona per cucinare e preparare il cibo, con forni e stoviglie di stoccaggio. Considerando le notevoli dimensioni, gli esperti ipotizzano che potesse rifornire un gran numero di lavoratori e impiegati. La seconda zona, che è ancora in gran parte sepolta, coincide con il quartiere amministrativo e residenziale. Quest’area, circoscritta da un muro a zig-zag, è caratterizzata da un unico punto di accesso che conduce ai corridoi interni e alle zone residenziali. La terza area era predisposta per i laboratori: lungo un lato è stata identificata la zona di produzione dei mattoni di fango usati per costruire templi e annessi, nell’altro sono stati ritrovati un gran numero di stampi da fonderia per l’elaborazione di amuleti e delicati elementi decorativi.

Fig. 4- La particolare sepoltura trovata durante lo scavo archeologico vicino a Luxor. Fonte: Ministry of Tourism and Antiquities.

Due sepolture insolite di una mucca o di un toro sono state trovate all’interno di una delle stanze. Ancora più sorprendente è però la sepoltura di una persona che è stata trovata con le braccia distese lungo i fianchi e i resti di una corda avvolta intorno alle sue ginocchia. Si tratta di una modalità di sepoltura molto particolare e, per questo motivo, i ricercatori stanno svolgendo ulteriori indagini. A nord dell’insediamento è stato scoperto anche un grande cimitero, la cui estensione non è stata ancora determinata, in cui è stato ritrovato un gruppo di tombe scavate nella roccia di diverse dimensioni, che possono essere raggiunte per mezzo di scale scolpite nella roccia stessa.

La scoperta della Lost Golden City, così come definita dallo stesso Hawass, aprirà le porte verso una nuova e rara visione sulla vita degli antichi egizi al tempo del massimo splendore dell’Egitto. L’indagine intanto continua e, con una certa trepidazione, si attendono i risvolti di un capitolo della storia ancora tutto da scrivere.

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