giovedì 27 Gennaio 2022

Di nuovo visibile il mosaico delle Navi di Caligola. Dal furto nel dopoguerra all’esposizione nel Museo delle Navi Romane di Nemi

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L’attesa è conclusa.  Ufficiale è, infatti, l’esposizione del mosaico proveniente dalle navi di Caligola nel Museo Nazionale delle Navi romane di Nemi (Roma). Il mosaico, dopo essere stato esportato illegalmente in America nel secondo dopoguerra, venne restituito all’Italia nel 2017 grazie al fondamentale intervento dei carabinieri del comando Tutela Patrimonio Culturale. Il direttore generale dei Musei, Massimo Osanna, ha illustrato il mosaico recuperato, ora nuovamente visibile al pubblico.

Il frammento musivo in opus sectile era parte integrante della pavimentazione di una delle due navi da cerimonia dell’imperatore Caligola (37-41 d.C.), affondate nel lago di Nemi.  Quest’ultimo, poco distante da Roma, era una delle mete di villeggiatura preferite dagli antichi romani, oltre che luogo di culto dedicato a Diana, la dea della caccia. Non è ancora chiaro il motivo che spinse Caligola a costruire delle navi così grandi e non destinate alla navigazione, viste le ridotte dimensioni nel lago. Le misure notevoli delle imbarcazioni, 71 x 20 e 73 x 24 metri, potrebbero far propendere forse per dei palazzi galleggianti, usati come luoghi di otium. Gli storici avanzano ipotesi differenti: secondo alcuni la prima nave era un tempio galleggiante dedicato a Diana, mentre la seconda era un rifugio privato dell’imperatore. Altri studiosi sostengono, invece, che Caligola costruì le navi per dimostrare la supremazia di Roma su siracusani ed egiziani, mentre per altri ancora venivano usate per simulare delle battaglie navali. Interessante, a tal proposito, è la testimonianza dello storico romano Svetonio (Vita dei Cesari IV, 37) che descrisse le due navi contraddistinte da “struttura in legno di cedro, e poi innumerevoli e preziose decorazioni. Le prue come gioielli, sculture ruotanti su sfere di piombo, vasi d’oro e d’argento, vele di seta viola, bagni di bronzo e alabastro sono solo alcuni dei lussi voluti da Caligola” [1]. In seguito all’assassinio di Caligola, avvenuto nel 41 d.C., i senatori di Roma decisero di distruggere le opere realizzate dall’imperatore e, fra queste, furono incluse anche le navi di Nemi, che vennero affondate.

Una delle navi di Nemi
Foto del ritrovamento delle navi di Nemi

Tra il 1928 e il 1932 venne condotta una campagna di scavo nei fondali del lago di Nemi. Vennero alla luce le due grandi navi sommerse per le quali si decise l’esposizione nel Museo delle Navi romane, appositamente costruito tra il 1933 e il 1939. Durante l’incendio del museo del 1944, venne trafugato il prezioso mosaico che, in anni recenti, si rintracciò presso una collezione privata di una cittadina italiana residente negli Usa.

Il mosaico, dopo tante peripezie, è finalmente rientrato a Nemi ed è davvero “una notizia eclatante non solo per gli addetti ai lavori, ma anche un investimento sul turismo e sul patrimonio storico e archeologico”, come ha spiegato il sindaco di Nemi Alberto Bertucci.

[1]“Fabricauit et deceris Liburnicas gemmatis puppibus, uersicoloribus uelis, magna thermarum et porticuum et tricliniorum laxitate magnaque etiam uitium et pomiferarum arborum uarietate

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