domenica 4 Dicembre 2022

Il quinto mosaico della Cartima romana (Spagna) tra delfini e uccelli acquatici.

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E cinque! Forse porterà a un mosaico romano di ben 7 metri di lunghezza, il recente ritrovamento archeologico  di calle Feijóo a Cártama (Málaga). La porzione musiva, in uno stato di conservazione “eccellente”, coincide infatti con il quinto mosaico documentato nel centro storico di Cártama, dopo quello delle “Fatiche di Ercole” scoperto nel 1858, la “Nascita di Venere” nel 1956, quello nella calle del Agua nel 1961 e qnella carretera de Coín nel 1998. Queste indagini rientrano nel progetto archeologico promosso dall’amministrazione comunale della città, un percorso scientifico che va dal suo studio iniziale alla sua esposizione e fruizione pubblica.

La scoperta del pavimento musivo apre un nuovo capitolo della storia della Cartima romana. Le prime indagini sul mosaico, in un eccellente stato di conservazione, suggeriscono una datazione attorno al II secolo d.C. Secondo l’archeologo responsabile del lavoro, Francisco Melero, il tessellato potrebbe superare i sette metri di lunghezza e il suo orientamento in via Feijóo a un metro di profondità suscita grandi aspettative. La sezione messa in luce, infatti, è solo la prima parte del mosaico che prosegue all’interno di una domus ancora da tutta da scoprire. Nella sezione emersa del mosaico si conservano due “delfini” che si fronteggiano, un uccello e un’anatra, tutti inscritti all’interno di figure geometriche come cerchi, triangoli e rombi. Frequente è infatti che questi animali si configurino come motivi secondari di quello principale come nel caso, ad esempio, degli uccelli che circondano il mosaico cartameo della “Nascita di Venere”. Secondo Sebastián Vargas Vázquez, professore dell’Università di Siviglia ed esperto di mosaici romani, anche se gli uccelli e i “delfini” sono un po’ schematici nell’esecuzione, il mosaico è di grande qualità e presenta una lavorazione molto raffinata, data la corretta esecuzione del contorno geometrico e la buona disposizione del manto tassellato.  Si tratterebbe pertanto del lavoro di un esperto atelier musivo, una circostanza attestata anche nel caso dei mosaici della “Nascita di Venere” e delle “Fatiche di Ercole” di cronologia affine.

Il sindaco, Jorge Gallardo, sottolinea l’importante impegno dell’amministrazione pubblica nella valorizzazione del patrimonio archeologico della città. “Questi risultati mostrano il ricco patrimonio che possiediamo e dobbiamo farlo conoscere”, sostiene Gallardo, ricordando il progetto di creare uno spazio pubblico e di proteggere i resti archeologici della Plaza de la Constitución, così come le azioni per consentire la collezione del Museo di Cártama, tra le altre iniziative.

La recente scoperta archeologica di Cártama, oltre a presentare un carattere indubbiamente eccezionale, sottolinea il ruolo fondamentale che può svolgere l’amministrazione pubblica nella riscoperta del passato. La sinergia tra lo stato e l’archeologia, oltre a riportare alla luce le antiche vestigia, è finalizzata alla conservazione e alla valorizzazione per la fruizione pubblica. Come scriveva José Vicente Alfaro: “Los arqueólogos somos como detectives de la Antigüedad. Investigamos el pasado de las civilizaciones perdidas para tratar de reconstruir su historia y su cultura antes de que se disipen para siempre entre las brumas del tiempo.

 

 

 

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