domenica 4 Dicembre 2022

Anfiteatro di Volterra, la “caccia” alle fonti storiche

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Se l’anfiteatro di Volterra è definito “l’anfiteatro che non c’era”, almeno fino alla scoperta del 2015, non è certo un caso, secondo il direttore scientifico dello scavo Elena Sorge (QUI IL REPORTAGE COMPLETO e la BIBLIOGRAFIA). Il motivo è che nessuno lo aveva cercato perchè nessun autore antico lo cita, per lo meno allo stato attuale degli studi. C’è un eccezione, ben nota agli archeologi e in primo luogo alla stessa Sorge: si tratta di un’incisione cartografica del XVIII secolo, ad opera del non certo conosciutissimo Domenico Vadorini, di Pomarance. Il genere è quello della ricostruzione ipotetica della forma urbis, di Volterra, come usava all’epoca. Dal punto di vista della precisione filologica alcuni di questi risultati cartografici sono molto affidabili, altri sono un lavoro in cui la fantasia supplisce ai dati. Secondo Elena Sorge, come riportato nella video-intervista QUI SOPRA, siamo di fronte a questo genere di autore. Ma l’ipotesi va comunque correttamente tenuta presente in letteratura scientifica.

Un particolare di un anfiteatro (di fantasia ?) raffigurato nella carta di Volterra antica realizzata nel XVIII secolo

 

INCISIONE AFFIDABILE O ESERCIZIO DI FANTASIA?

Il titolo della carta è Antiquissimus Volterrae Regiae olim Thuscorurn Urbis typus ex monumentis et vestigiis antiquitatis desumptus  e, in effetti, riporta ben tre figure in tre punti topografici diversi che possono essere considerate come anfiteatri. Uno in realtà è la rappresentazione immaginaria (circolare!) del teatro, gli altri potrebbero potrebbero essere semplicemente degli abbellimenti cartografici, anche se uno dei due è effettivamente in una posizione compatibile con la scoperta. Altre testimonianze, molto precise, sembrano invece dimostrare che già nel tardo medioevo e nel Rinascimento, quindi ben prima dell’incisione, non ci fossero tracce visibili della presenza del monumento, e tantomeno della memoria storica dello stesso (vedi video-intervista a Elena Sorge). Gli studi dei documenti, tuttavia, potrebbero portare a riscontri positivi nei prossimi anni, almeno questa è la speranza degli studiosi.

 

qui il link alla CARTOGRAFIA STORICA REGIONALE, sulla carta del Vadorini

 

 

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