mercoledì 30 Novembre 2022

Pompei di origini etrusche, l’ipotesi degli studiosi riassunta all’Accademia dei Lincei.

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Pompei fondata dagli etruschi. L’ipotesi – non certo “nuova” (basti pensare alla mostra del 2019, qui sotto il link – sui reperti del santuario del Fondo Iozzino) –  è circostanziata e frutto di una serie di evidenze archeologiche che, ben formulata da una nutrita pattuglia di pezzi da novanta dell’archeologia italiana schierati all’Accademia dei Lincei, sono più che fondate. Quindi la colonia romana di Pompei non fu in origine osca, ma, secondo Massimo Osanna, il direttore del parco archeologico, ormai direttore generele dei musei al ministero (Mibact), fu proprio una città realizzata con tutti i crismi delle fondazioni etrusche, a cominciare dall’orientamento e dai riferimenti astronomici. Certo, i titoloni di agenzia poi spingono a ritenere del tutto nuova l’ipotesi, cosa che, come vedete dalla foto dell’introduzione al catalogo del 2019 qui sotto, certo non è

Ipotesi che sostiene (e non da oggi)  “con grande insistenza” assieme a Carlo Rescigno, professore di archeologia classica all’Università della Campania Luigi Vanvitelli, alla presenza di Pier Giovanni Guzzo, già a capo degli Scavi di Pompei, di Fausto Zevi, emerito storia dell’arte greca e romana alla Sapienza di Roma , Carmine Ampolo, emerito di storia greca alla Normale di Pisa, e  di Roberto Antonelli. Qui c’è una città, secondo Osanna, “di lingua e cultura etrusca” che però lavora e vive assieme alle popolazioni locali, che nell’antica Campania erano tutt’altro che omogenee, sia d’origine italica che greca. La battaglia di Cuma (474 a.C.), vinta sul mare dai greci contri gli stessi etruschi, cambiò ovviamente la geopolitica locale, mettendo in crisi la città di Pompei, prima che tornasse nuovamente a fiorire un secolo più tardi. Che l’ipotesi sia in piedida tempo lo dimostra, qualora non bastassero le evidenze archeologiche, anche la mostra di meno di un anno fa “Pompei e gli etruschi“, alla Palestra Grande, che nella presentazione recitava: ” un excursus dalle prime influenze etrusche in Campania prima di Pompei, alla Pompei città nuova etrusca in una Campania multietnica“.

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