venerdì 3 Dicembre 2021

Abbazia di San Galgano, scoperte archeologiche tra cielo e terra – VIDEO REPORTAGE

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L’abbazia di San Galgano è quella che si potrebbe definire una visione quasi cinematografica del Medioevo. L’archeologia a San Galgano, invece, opera con gli strumenti dell’indagine, in un progetto di  ampio respiro, per dare risposte a quello che accade nelle varie fasi di costruzione, ma anche di abbandono del grande monumento. San Galgano, nasce attorno al 1220, viene costruita in circa 50 anni (consacrata nel 1268 da Alberto Solari, vescovo di Volterra) e vive poco più di un secolo di grande splendore. Poi la decadenza. Secoli di lento abbandono, ovviamente non completo, che alla fine conferiscono alla gigantesca chiesa quell’aspetto da rovina immersa nel paesaggio della Toscana che piace tanto ai viaggiatori inglesi, e per la verità anche a tutti gli altri. Eppure dopo la fine dell’abbazia, la storia ha continuato a passare e ripassare tra queste altissime mura, magari anche solo come riparo per contadini, per pastori in transumanza, per tante attività legate al lavoro dei campi. “Molti dei nostri nonni, negli alloggi dove stavano le famiglie contadine, ci sono proprio nati all’ombra di San Galgano“, racconta con piacere un ristoratore del luogo.

La tipica abbazia cistercense

E’ quasi un prototipo di un’abbazia Cistercense, edifici che venivano costruiti con regole precise, se non fosse una contraddizione si potrebbe dire “in serie” nell’Europa medievale. Qui siamo nel comune di Chiusdino, (Siena), che ha il merito, e l’onere, di credere nel progetto di valorizzazione storico-archeologica di questo monumento, che, con il contiguo Eremo di Montesiepi (quello della “spada nella roccia“, che qui tralasciamo), rappresenta una porzione di territorio dalle attrattive turistico culturali impareggiabile.

Possiamo dire che a San Galgano si cerca l’alfa e l’omega, la nascita di un grande progetto di controllo del territorio da parte dei monaci e c’è la fede, ma ci sono anche i lavori di bonifica in cui i cisterensi erano maestri. Poi contese, interessi politici e, ovviamente, economici.

Poi c’è questo progetto di ricerca voluto dal comune di Chiusdino stesso e realizzato dal Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Siena.

Un  progetto che vuole studiare tutte le fasi di San Galgano, togliere molte nozioni dalle nebbie,  a cominciare dalle indagini sul cantiere della struttura e la vita dell’abbazia fino al suo declino, considerando, nelle scoperte archeologiche, anche le fasi di restauro degli ultimi due secoli. La direzione scientifica è affidata al professor Marco Valenti e il coordinamento alla dottoressa Alessandra Nardini, sempre dell’ateneo senese

 

 

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BIBLIOGRAFIA

Bertoldi, S. (2020) La vita dopo la fine dell’Abbazia: corredi ceramici di una comunità contadina a San Galgano (Chiusdino -SI), secoli XVIII-XIX Archeologia Postmedievale, 23

Canestrelli (1896), L’abbazia di San Galgano. Firenze: Alinari.
Chierici, G. (1924), “Il consolidamento degli avanzi del Tempio di San Galgano”. Bollettino d’arte del Ministero della pubblica istruzione : notizie dei musei, delle gallerie e dei monumenti d’Italia , Anno 4, ser.2, n. 3 (sett. 1924), p. 129-140

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